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La Scuola di Canterbury, un patrimonio musicale e culturale immenso che resiste ancora oggi.

(Nota: Tutti i link ai lavori dei musicisti sono negli articoli infondo a questa pagina o nella pagina "Artisti")

 

La Scuola di Canterbury (o Canterbury Scene) più che un genere musicale è un movimento artistico, un’attitudine creativa, che ha avuto inizio alla fine degli anni '60 nell'omonima città inglese.


La storia della Scuola di Canterbury è una delle più affascinanti della musica del XX secolo, un intreccio di musicisti che hanno ridefinito i confini tra rock, jazz e avanguardia. Tutto ha avuto inizio a Canterbury, nel Kent, con un gruppo studentesco chiamato The Wilde Flowers. Sebbene non abbiano pubblicato nulla all'epoca, tra i loro membri figuravano quasi tutti i futuri giganti della scena: Robert Wyatt, Kevin Ayers, Pye Hastings, e i fratelli Brian e Hugh Hopper. La loro musica era un mix di soul, R&B e della nascente psichedelia. Di loro ho lungamente parlato nella scheda “The Wilde Flowers: le origini della Scena di Canterbury” nella quale ripercorro le tappe fondamentali.


Ma prima di parlare dell’inizio della Scena di Canterbury, parliamo del “prima”, quali sono state le influenze che hanno dato vita al movimento culturale e musicale. La Scuola di Canterbury è stata infatti il risultato di un influenze incrociate e reciproche tra la musica colta europea, il jazz americano e la psichedelia britannica degli anni '60.


Il Jazz Moderno e il Free Jazz sono l'influenza più profonda con Miles Davis, nel suo periodo “elettrico” che ne ha influenzato la libertà strutturale e l'improvvisazione. John Coltrane col suo approccio modale e spirituale al sax e alla composizione è stato fondamentale per band come i Soft Machine, una rivoluzione nel jazz che spostava il fulcro della musica dai continui cambi di accordi (tipici del Bebop) a singole scale musicali (i "modi") che venivano esplorate e sviluppate per lunghi periodi. Grande l’influenza del free jazz di Cecil Taylor e Ornette Coleman che ha spinto i musicisti di Canterbury a rompere le barriere della forma-canzone tradizionale. La musica Classica Contemporanea e d'Avanguardia ha influito con compositori del XX secolo come Terry Riley e Steve Reich che hanno influenzato i lavori solisti di Robert Wyatt e dei Soft Machine. Igor Stravinsky e Béla Bartók per l'uso di tempi dispari, dei ritmi sincopati e delle dissonanze armoniche, specialmente evidente in band come gli Egg. Anche Erik Satie, col suo approccio ironico, eccentrico e l'uso di melodie circolari e sognanti. 


Ma anche il Rock psichedelico e il Blues hanno influito, infatti non possiamo trascurare il fatto che i gruppi di Canterbury erano immersi nella scena londinese degli anni '60 e quello era il periodo di Revolver e Sgt. Pepper dei Beatles e anche della The Jimi Hendrix Experience, con Hendrix che era un amico intimo dei Soft Machine (che aprirono i suoi tour americani) e non è possibile escludere dalla lista delle influenze neanche il grandissimo Frank Zappa e i Mothers of Invention, Zappa è stato un'influenza enorme per l'unione di umorismo demenziale, satira sociale e complessità tecnica estrema.


Grande anche l’influenza delle correnti intellettuali dell’epoca. La "scienza delle soluzioni immaginarie" di Jarry è citata esplicitamente dai Soft Machine, col suo approccio assurdo ha definito l'ironia e il nonsense dei testi. La Beat Generation con scrittori come William Burroughs (il nome Soft Machine deriva dal suo romanzo La macchina morbida) influenzarono l'estetica frammentata e visionaria dei primi anni. I Pink Floyd (dell’era Syd Barrett) con cui condividevano i palchi del club UFO a Londra, influenzandosi a vicenda nella psichedelia spaziale.


Dalle ceneri dei Wilde Flowers nacquero principalmente i due band leggendarie: 
I Soft Machine, la componente più sperimentale e d'avanguardia, guidati da Wyatt e Ayers, divennero i protagonisti della Londra psichedelica (accanto ai Pink Floyd) per poi evolvere verso un jazz-rock astratto e complesso.
I Caravan, la componente melodica. Guidati da Pye Hastings e Richard Sinclair, fusero il rock con elementi folk e testi sognanti, culminando nel capolavoro In the Land of Grey and Pink (1971).


In questo periodo la scena si espanse e divenne un laboratorio di virtuosismo e umorismo nonsense:
Nacquero band come gli Egg (trio tastieristico devoto a Bach e Stravinsky) e i Khan (con Steve Hillage) e gli Hatfield and the North che rappresentarono la sintesi perfetta del genere: complessità tecnica estrema, cori femminili eterei e testi ironici sulla vita quotidiana inglese.
Nacquero i Gong del leggendario Daevid Allen che portarono la scena verso una mitologia spaziale-psichedelica unica. Una figura fondamentale insieme a Wyatt e Ayers per il genere.

Con i National Health, la scena raggiunse il massimo della complessità compositiva. 


Contemporaneamente, molti musicisti (come Chris Cutler ad esempio) iniziarono a collaborare, portando le influenze di Canterbury verso il movimento più politico e ostico del Rock in Opposition (RIO). 


Unitamente a band che hanno avuto carriere prolifiche come nel caso dei Caravan, Cos, Daevid Allen, Egg, Gong, Moving Gelatine Plates, Robert Wyatt, Soft Machine, Steve Hillage, Supersister, ce ne sono alcune che hanno prodotto pochissimi album, delle vere e proprie METEORE come Hatfield And The North, Khan, Matching Mole, National Health, Quiet Sun, Wilde Flowers.


Abbiamo visto finora il grande impatto nella musica europea, ma grande è stata l’influenza della Scena di Canterbury nella musica italiana, una influenza profonda e duratura, iniziata nei primi anni '70 quando si delineò il profilo del Progressive Rock italiano, che trovava nei suoni del Kent un'alternativa al sinfonismo epico di band come Genesis o ELP che dominavano la scena musicale.


Negli anni '70 molti gruppi italiani hanno assorbito l'uso dell'organo distorto (fuzz), i tempi dispari e l'approccio jazzistico tipico dei Soft Machine e dei Caravan:
Gli Arti & Mestieri, il gruppo più vicino alla fusione jazz-rock di Canterbury aveva una sezione ritmica tecnica e faceva grande uso di violino e fiati. Picchio dal Pozzo, gli eredi italiani di Canterbury, con il loro album omonimo del 1976 omaggiavano lo stile di Robert Wyatt e degli Hatfield and the North, con testi surreali, incastri vocali complessi e atmosfere oniriche. Gli immensi Area, più proiettati verso il jazz radicale e la politica, ma che con la sperimentazione vocale di Demetrio Stratos e l'uso dell'elettronica, condividono la stessa libertà intellettuale dei Soft Machine, ma più astratti.


I musicisti passavano continuamente da una band all'altra influenzando il sound reciprocamente, ma mantenendo alcune caratteristiche comuni, l'organo distorto (Lowrey o Hammond), e una distanza critica dal mercato discografico mainstream, preferendo la libertà creativa assoluta, caratteristiche che troviamo nell’eredità del movimento e che si esprimono ancora oggi, nonostante la fine del movimento risalga infatti ai primi anni '80, lo spirito di Canterbury non è mai morto. 


Artisti contemporanei come Singlelito (Colombia), Zopp (Regno Unito) e Tom Penaguin (Francia) hanno recuperato l'uso degli organi fuzz e delle armonie complesse, dimostrando che il "suono di Canterbury" è diventato un linguaggio universale e ormai senza tempo.


Con la fine del prog classico, l'influenza si è spostata anche in Italia verso il movimento Rock in Opposition (RIO) con gli La 1919, il gruppo di Luciano Margorani ha incarnato l'anima più spigolosa e industriale di quella derivazione canterburyana, unendo improvvisazione radicale e strutture avant-garde. Gli Stormy Six che hanno fuso il folk italiano con la complessità della scena di Canterbury. Gli Homunculus Res guidati da Dario D'Alessandro, sono oggi i massimi esponenti del genere. La loro musica fonde la melodia della scuola siciliana con l'umorismo dei Caravan e la complessità di Hatfield and the North.


Musicalmente, per farne una estrema sintesi, si tratta della fusione Jazz-Prog, dell’improvvisazione e delle armonie tipiche del jazz con le strutture e la strumentazione del rock progressivo. Come detto, lo strumento simbolo è l'organo Hammond filtrato attraverso pedali fuzz (tipico di Mike Ratledge dei Soft Machine e Dave Stewart), che crea un suono distorto e graffiante, ma armonico. Ampio l’uso di fiati, pianoforti elettrici (Fender Rhodes) e un approccio percussivo molto dinamico e virtuosistico
I Testi sono ironici e surreali con un umorismo tipicamente inglese, nonsense e testi a volte estremamente surreali. 
Le composizioni sono estremamente complesse, dominate da tempi dispari e scale inusuali, dissonanze, ma la musica mantiene ha una atmosfera spesso giocosa, che ricorda la semplicità del pop.


La scena di Canterbury sostanzialmente è il lato intellettuale, jazzistico e ironico del rock progressivo, un patrimonio musicale e culturale immenso che resiste ancora oggi.

Canterbury Scene

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