| Canterbury Scene | Crossover Prog | Eclectic Prog | Extreme Prog Metal | Folk Rock | Heavy Prog | Jazz-Rock Fusion | Krautrock | Neo Prog | NON PROG | Northern Prog | Post Metal | Post Rock | Prog Related | Progressive Electronic | Progressive Metal | Psychedelic Rock | Rock Progressivo Italiano | Space Rock | Symphonic Rock | Zeuhl |
Progressive Rock World

FrancescoProg 688 Recensioni 386 Artisti 93 Schede biografiche Collezione PlayList Best of 2025 Best of 2026
Canterbury Scene Crossover Prog Eclectic Prog Extreme Prog Metal Folk Rock Heavy Prog Jazz-Rock Fusion Krautrock Neo Prog NON PROG Northern Prog Post Metal Post Rock Prog Related Progressive Electronic Progressive Metal Psychedelic Rock RIO-Avant-Prog Rock Progressivo Italiano Space Rock Symphonic Rock Zeuhl
Il krautrock, la musica di una generazione che voleva rompere con il passato.
Il krautrock, che preferisco definire musica cosmica, è un genere estremamente sperimentale nato in Germania Ovest tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio degli anni Settanta che fonde elementi di rock psichedelico, elettronica e minimalismo.
Il termine “krautrock” fu coniato dalla stampa inglese in modo ironico e un denigratorio, derivando da “kraut”, un termine dispregiativo per indicare i tedeschi ed è per questo che non mi piace quindi lo uso soltanto perché molto comune e immediatamente riconoscibile.
Il krautrock emerse dalle macerie della Germania del dopoguerra, da una generazione di musicisti spinta dal desiderio di rompere radicalmente con il passato. I giovani nati dopo la Seconda Guerra Mondiale rigettavano sia il silenzio dei loro genitori riguardo al nazismo, sia la musica commerciale tedesca. Inoltre, c’era una forte volontà di non emulare il rock americano o il pop britannico, ma di creare qualcosa di autenticamente tedesco.
I movimenti studenteschi e di controcultura che si svilupparono a Berlino, Colonia e Monaco tra il 1966 e il 1969 fornirono il terreno fertile per la sperimentazione musicale. Tra il 1968 e il 1971, band come gli Amon Düül e i Tangerine Dream iniziarono a combinare lunghe jam psichedeliche con rumori ed elettronica rudimentale.
A Düsseldorf, tra il 1971 e il 1974, band come i Neu! e i Kraftwerk codificarono il ritmo Motorik un battito in 4/4 costante e lineare che eliminava i tipici cambi di tempo del rock anglosassone.
Ogni città sviluppò un proprio suono distintivo: Colonia divenne la base dei Can, noti per il loro stile ipnotico e funk; Monaco ospitò gli Amon Düül II, che mescolavano influenze comuni hippy e hard rock; Berlino fu la patria dei Tangerine Dream, pionieri della musica cosmica e ambientale.
Verso la metà degli anni ’70, gruppi come i Kraftwerk abbandonarono completamente le chitarre per abbracciare il synth-pop puro, segnando la fine dell’era krautrock classica. Nonostante il suo carattere inizialmente commerciale, il krautrock ha avuto un impatto duraturo sulla storia della musica. Senza di esso, non sarebbero nati il post-punk, la New Wave (David Bowie si ispirò molto a questo genere per la sua trilogia di Berlino), la musica techno e il post-rock.
Il krautrock si distingue per il suo approccio musicale unico, che abbandona la struttura tipica delle canzoni (strofa-ritornello) a favore di un’atmosfera ipnotica, ripetitiva e di una fusione tra strumenti tradizionali ed elettronici. Il “battito dritto”, il Motorik, un ritmo di batteria costante e geometrico in 4/4, privo degli abbellimenti e dei “fill” tipici del rock americano, crea un effetto ipnotico, una sensazione di movimento perpetuo, come un viaggio senza fine.
Il ritmo rimane invariato, senza accelerazioni o rallentamenti, mantenendo un’intensità costante per tutta la durata del brano.
Le strutture aperte, spesso lunghe suite strumentali che superano i 10 o 20 minuti, permettono ai musicisti di esplorare liberamente il suono.
Gruppi come i Can, ad esempio, registravano ore di improvvisazione libera, per poi selezionare e montare i nastri, creando così il brano finale. Il minimalismo, caratterizzato dall’insistenza su un solo accordo o su una linea di basso ripetuta per minuti interi (tecnica del drone), contribuisce a creare un’atmosfera ipnotica e ipnotizzante.
L’uso pionieristico di sintetizzatori primitivi, come oscillatori, generatori di rumore e primi synth (Moog, EMS VCS3), permetteva di creare atmosfere spaziali e aliene. Chitarre e batterie, filtrate attraverso effetti di eco (delay), modulazioni di frequenza e distorsioni, assumevano un suono “non umano”, contribuendo all’alienazione del brano. Infine, l’uso dei nastri come strumento, con loop magnetici e tecniche di montaggio derivate dalla musica d’avanguardia classica (musica concreta), aggiungeva un ulteriore livello di sperimentazione e innovazione al krautrock.
Düsseldorf è stata la culla di un movimento musicale rivoluzionario che ha gettato le basi per la musica elettronica moderna.
I Kraftwerk, partiti con flauti, percussioni e distorsioni, hanno poi inventato la musica elettronica come la conosciamo oggi. Il loro album “Autobahn” del 1974 è considerato il manifesto del genere.
I Neu!, nati dall’unione di due ex membri dei Kraftwerk, Michael Rother e Klaus Dinger, sono considerati i padri fondatori del ritmo Motorik, un suono minimale e ossessivo che ha influenzato direttamente il punk e il post-punk.
A metà anni ’70, a Düsseldorf, nasce anche il progetto parallelo La Düsseldorf, caratterizzato da un suono più pop, energico e precursore della New Wave.
A Colonia, invece, la scena musicale era caratterizzata da groove e sperimentazione.
I Can, una delle band più innovative di sempre, univano musicisti di formazione classica e jazz a un batterista funk, Jaki Liebezeit. Celebri per le loro lunghe jam ipnotiche, il loro suono era filtrato dal montaggio analogico del bassista Holger Czukay.
I Faust, invece, erano famosi per il loro approccio radicale e caotico: usavano rumori industriali, cementatrici sul palco, collage di nastri e canzoni distrutte da improvvisi cambi di ritmo.
A Berlino, la scena musicale era dominata dalla musica cosmica e ambient.
I Tangerine Dream, guidati da Edgar Froese, hanno abbandonato presto le chitarre per creare suite interamente elettroniche e ipnotiche, diventando i pionieri della musica d’ambiente e della New Age.
I Popol Vuh, legati a Monaco e guidati da Florian Fricke, univano sintetizzatori (furono tra i primi a usare il Moog), pianoforte e strumenti acustici, creando una musica spirituale e ancestrale. Sono celebri per le colonne sonore dei film di Werner Herzog.
Gli Amon Düül II, pionieri del rock psichedelico e comune hippy di Monaco, erano caratterizzati da un suono potente, teatrale, cupo e caotico.
Tra i solisti e le figure chiave del krautrock, Klaus Schulze, inizialmente batterista dei Tangerine Dream e degli Ash Ra Tempel, è diventato uno dei più prolifici solisti di musica elettronica cosmica, dominata da tastiere e sintetizzatori modulari.
Conny Plank, pur non essendo un musicista di punta, è stato il produttore e ingegnere del suono dietro quasi tutti i capolavori del genere, lavorando con band come Neu!, Kraftwerk e Cluster. Il suo studio di registrazione a Colonia ha plasmato il “suono krautrock”.
Infine, Brian Eno e Michael Rother, con il supergruppo Harmonia (nato dall’unione di membri di Neu! e Cluster) e le collaborazioni soliste con l’inglese Brian Eno, hanno definito i confini della musica ambient moderna.
Il genere ha avuto un impatto enorme sulla musica che è venuta dopo, gettando le basi per il passaggio dal rock classico alla musica elettronica, alternativa e indipendente degli anni ’80, ’90 e duemila.
Neu! e Can sono stati dei veri e propri pionieri del post-punk e dell’alternative rock, eliminando i virtuosismi tipici del rock americano ed europeo e dimostrando al mondo quanto potessero essere potenti la ripetizione e il ritmo. Il loro sound, con il battito robotico dei Neu! e le linee di basso ipnotiche dei Can, è diventato l’essenza del post-punk alla fine degli anni ’70.
Anche band come Sonic Youth, Radiohead e Stereolab hanno tratto ispirazione da loro. I Radiohead, ad esempio, hanno incorporato la ripetizione ipnotica del Krautrock in album come “Kid A” e “A Moon Shaped Pool” (il brano “Ful Stop” ne è un esempio lampante). Gli Stereolab, invece, hanno costruito la loro intera carriera ispirandosi al ritmo Motorik dei Neu!. Infine, il groove matematico del batterista dei Can, Jaki Liebezeit, è stato campionato da importanti artisti hip-hop come Kanye West (nella traccia “Drunk and Hot Girls”) e dai A Tribe Called Quest.
L’incontro tra i Cluster, i Neu! e il produttore britannico Brian Eno ha rivoluzionato la musica elettronica, spostandone l’immagine da “spaziale” e fredda a più calda e evocativa. Grazie agli album nati da questa collaborazione, Eno ha potuto definire il genere ambient come lo conosciamo oggi.
L’influenza di questi artisti è palpabile anche nella Trilogia di Berlino di David Bowie: colpito dai sintetizzatori pastorali e minimali degli Harmonia e dei Cluster, Bowie si trasferì in Germania per registrare Low e “Heroes”.
I Faust hanno aperto la strada all’utilizzo di rumori industriali e oggetti meccanici come strumenti musicali. Band storiche degli anni ’80 hanno preso spunto dall’approccio dei Faust, caratterizzato dall’uso di trapani, lamiere e un’estetica caotica, trasformandolo in un genere musicale definito.
Ash Ra Tempel e Popol Vuh sono stati dei veri e propri pionieri, gettando le basi per generi come lo shoegaze e la sound art. Questi progetti hanno spinto i limiti di come la musica potesse interagire con le immagini o rappresentare stati d’animo. Le chitarre sature, dilatate ed espanse di Manuel Göttsching, con gli Ash Ra Tempel, hanno anticipato di ben vent’anni le texture fluttuanti che caratterizzano band shoegaze. D’altro canto, l’approccio dei Popol Vuh alle colonne sonore dei film di Herzog ha rivoluzionato la musica per il cinema, influenzando compositori contemporanei e l’uso di droni spirituali in vari media.
I Dom hanno aggiunto un elemento cruciale, oscuro e intrigante alla storia del genere: l’acid folk cosmico e la psichedelia più tenebrosa. I Dom hanno arricchito l’albero genealogico delle influenze del Krautrock con caratteristiche peculiari.
I Dom, originari di Düsseldorf, sono considerati i pionieri dell’Acid Folk Oscuro e dei “Bad Trip” Sonori. A differenza del ritmo motorik dei Neu! o dell’elettronica pura dei Cluster, hanno pubblicato un solo album leggendario nel 1972, intitolato “Edge of Time”. La loro musica fonde chitarre acustiche ed elementi folk tradizionali, come il flauto traverso, con organi fluttuanti, droni spettrali ed effetti elettronici disorientanti, creando un’esperienza sonora che rappresenta un vero e proprio “bad trip” psichedelico.
L’influenza dei Dom sulla musica successiva è notevole. Insieme ai Popol Vuh, sono considerati i nonni spirituali del folk apocalittico e di band moderne che hanno preso quelle atmosfere acustiche misteriose e rurali e le hanno rese ancora più cupe, contribuendo allo sviluppo del proto-industrial.
Grandi le influenze del genere in progetti contemporanei:
I.E.M., acronimo di Incredible Expanding Mindfuck, progetto solista strumentale e d’avanguardia di Steven Wilson. Questo progetto è nato tra il 1996 e il 2001. Tra le influenze principali di Wilson troviamo Can, Neu! e i primi Tangerine Dream. Con I.E.M., Wilson ha voluto esprimere il suo profondo amore per il Krautrock classico. La musica è quasi completamente improvvisata in studio e fonde le tipiche linee di basso jazz-funk ossessive della scuola di Colonia con distorsioni, organi e atmosfere cosmiche analogiche, rompendo con le strutture rigide del new prog.
I Kanaan, un power trio norvegese contemporaneo composto da chitarra, basso e batteria. La loro musica si colloca tra heavy psych, stoner rock e jazz fusion. Si ispirano direttamente all’energia abrasiva e acida degli Amon Düül II (il cui brano più famoso si intitola proprio “Kanaan”) e al minimalismo dei Neu!. Il loro sound è caratterizzato dal ritmo propulsivo Motorik, arricchito da pesanti strati di distorsione fuzz. Le loro lunghe tracce strumentali partono da un riff o un battito semplice ripetuto fino a creare un’atmosfera ipnotica, alternando momenti di quiete cosmica a improvvise esplosioni caotiche e rumoristiche, eredità della psichedelia tedesca più estrema.
I Full Earth, un collettivo musicale norvegese d’avanguardia, nato a Oslo come una sorta di supergruppo sperimentale, guidato dal batterista dei Kanaan, Ingvald Vassbø. Tra le loro influenze principali troviamo Popol Vuh, Harmonia, i Cluster e il minimalismo cosmico. Il loro album di debutto, “Cloud Sculptors”, è un’opera monumentale che alterna suite di oltre 20 minuti a brevi pezzi per organo. In questo disco, il Krautrock viene reinterpretato attraverso l’uso dell’organo Farfisa, sintetizzatori analogici vintage e trame ritmiche cicliche che richiamano l’elettronica d’avanguardia degli anni ’70, il tutto amalgamato con il sound potente dello stoner moderno, in linea con band come gli Elder.
Analogamente al genoma degli esseri umani moderni, che conserva le tracce genetiche di incontri e incroci avvenuti decine di migliaia di anni fa con altre specie umane ormai estinte, tracce di DNA preistorico, grezzo e primordiale, la musica contemporanea, quella di largo consumo, contiene le tracce del DNA del krautrock, un genere che partendo dalla pura sperimentazione caotica e cacofonica, è riuscito a plasmare la musica successiva fino ad oggi.
Articoli in ordine di pubblicazione

Il Crossover Prog, una questione di Sopravvivenza.
FrancescoProg
26-07-2026 08:00
26-07-2026 08:00

La Scuola di Canterbury, un patrimonio musicale e culturale immenso che resiste ancora oggi.
FrancescoProg
25-07-2026 08:00
25-07-2026 08:00

Radiale degli ZU
FrancescoProg
24-07-2026 08:00
24-07-2026 08:00
.jpeg)
Trans Europa Express dei Kraftwerk
FrancescoProg
23-07-2026 08:00
23-07-2026 08:00

When Dream And Day Unite album di esordio dei Dream Theater
FrancescoProg
22-07-2026 08:00
22-07-2026 08:00

Orchid, album di debutto degli Opeth
FrancescoProg
21-07-2026 08:00
21-07-2026 08:00

Matching Mole dei Matching Mole
FrancescoProg
20-07-2026 08:00
20-07-2026 08:00

A Shadow of My Future Self, album di debutto di Ross Jennings
FrancescoProg
17-07-2026 08:00
17-07-2026 08:00

Three Friends dei Gentle Giant
FrancescoProg
16-07-2026 08:00
16-07-2026 08:00

You dei Gong
FrancescoProg
15-07-2026 12:00
15-07-2026 12:00

Storia di un minuto della Premiata Forneria Marconi
FrancescoProg
15-07-2026 08:00
15-07-2026 08:00

Come in un'ultima cena del Banco del Mutuo Soccorso
FrancescoProg
14-07-2026 08:00
14-07-2026 08:00

The Endless River, ultimo album dei Pink Floyd
FrancescoProg
13-07-2026 08:00
13-07-2026 08:00

After The Heat di Eno, Moebius e Roedelius
FrancescoProg
10-07-2026 08:00
10-07-2026 08:00

La Norma del Cielo (Volo Magico N. 2) di Claudio Rocchi
FrancescoProg
09-07-2026 08:00
09-07-2026 08:00

This Was dei Jethro Tull
FrancescoProg
08-07-2026 08:00
08-07-2026 08:00

Stupid Dream dei Porcupine Tree
FrancescoProg
07-07-2026 08:00
07-07-2026 08:00

H to He, Who Am the Only One dei Van der Graaf Generator
FrancescoProg
06-07-2026 08:00
06-07-2026 08:00

BEAT in concerto all'Arena Santa Giuliana a Perugia per Umbria Jazz 2026
FrancescoProg
05-07-2026 15:06
05-07-2026 15:06

Perigeo ("The Last Concert") Arena Santa Giuliana 2026
FrancescoProg
05-07-2026 12:34
05-07-2026 12:34