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A Shadow of My Future Self, album di debutto di Ross Jennings

17-07-2026 08:00

FrancescoProg

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A Shadow of My Future Self, album di debutto di Ross Jennings

A Shadow of My Future Self, album di debutto di Ross Jennings, del 2021. Il frontman delle band progressive metal Haken e Novena si è lanciato in ...

A Shadow of My Future Self, album di debutto di Ross Jennings, del 2021.

 

Il frontman delle band progressive metal Haken e Novena si è lanciato in un’avventura musicale, lasciandosi alle spalle le sonorità complesse del progressive metal.  

 

Questo progetto è un’esplosione di pop rock radiofonico, arena rock anni ’80 e ’90, e c’è persino un tocco di country.

Alcune note biografiche

 

Ross William Jennings, cantautore britannico, è conosciuto a livello mondiale come il frontman e uno dei fondatori degli Haken, band centrale nel progressive metal moderno.

 

Ross ha imparato a suonare la chitarra da autodidatta, sviluppando anche una passione per il cinema e la fotografia freelance.  Iniziò come chitarrista ritmico in band scolastiche e locali, cantando per hobby.

 

Nel 2007, Ross si riunì con alcuni amici di scuola per fondare gli Haken, diventandone il cantante solista e paroliere principale. Con gli Haken pubblicò album ormai iconici e nel 2015 si è unito ai Novena, collettivo progressive metal/art rock, come co-voce, pubblicando l’album “Eleventh Hour” nel 2020.

 

Nel 2021, durante la pausa dai tour dovuta alla pandemia, Ross debuttò come solista con l’album “A Shadow of My Future Self”, che mostrò il suo lato più pop rock, lontano dal metal e  nel 2022, formò il supergruppo acustico D’Virgilio, Morse & Jennings con Nick D’Virgilio e Neal Morse, pubblicando gli album “Troika” (2022) e “Sophomore” (2023).

 

L’album

 

Con la cancellazione dei tour mondiali dovuta alla pandemia di COVID-19 nel 2020, Jennings ha sfruttato il tempo libero per lavorare a un progetto solista. Chiuso nel suo studio, ha iniziato a comporre canzoni, suonando principalmente la chitarra e mettendo insieme circa 25 demo.  

 

L’album è nato come una vera e propria “lettera d’amore” alla sua collezione di dischi. Jennings ha mescolato influenze di gruppi come Styx, Journey, Coldplay, U2, R.E.M. e Porcupine Tree.

 

Il titolo dell’album gioca con l’espressione inglese “a shadow of my former self”, che di solito indica un declino. Jennings, però, l’ha ribaltata al futuro, a simboleggiare la sua crescita personale, la guarigione e l’ottimismo. Le canzoni non raccontano una storia unica (non è un concept album), ma sono unite da temi profondamente introspettivi e autobiografici.  I testi parlano di salute mentale, relazioni, gestione dell’ego artistico, separazioni e invecchiamento. 

 

A causa delle restrizioni, Jennings non ha potuto registrare con gli altri musicisti, quindi ha curato e autoprodotto l’album a distanza. Ha suonato quasi tutte le chitarre e si è avvalso della collaborazione di musicisti internazionali:

 

Nathan Navarro, bassista di fama mondiale, turnista che ha suonato dal vivo con i Porcupine Tree e nella band solista di Devin Townsend fra gli altri.

 

Simen Sandnes, batterista, è un nome di spicco nella scena avant-garde/blackjazz norvegese. 

 

Vikram Shankar, poliedrico musicista americano, è il tastierista ufficiale dei Within Temptation, dei Pain of Salvation (entrato originariamente nella band svedese come turnista dal vivo per sostituire il tastierista ufficiale Daniel Karlsson), dei Redemption e collabora con molti altri progetti.

 

Jørgen Lund Karlsen, musicista e arrangiatore norvegese, è attivo principalmente nella scena  jazz e rock scandinava.

 

L'album include una traccia bonus a dir poco particolare: la reinterpretazione in chiave rock del brano pop "Be the One" di Dua Lipa.

 

Questo disco si allontana intenzionalmente dal progressive metal per abbracciare un pop rock melodico e accessibile, con evidenti influenze dalla musica pop degli anni ’80 e ’90. 

 

Le canzoni lasciano da parte i tempi dispari e le suite strumentali per concentrarsi sulla classica struttura strofa-ritornello, con ritornelli ampi e orecchiabili.  

 

Non è però un album superficiale, riesce a fondere generi accessibili come pop, rock e country senza mai scadere nella banalità commerciale, mantenendo una cura del dettaglio e una complessità strutturale derivanti dal background progressive di Ross. 

 

Con 13 brani per circa 75 minuti di musica, l’album non si attiene alle convenzioni dei moderni dischi pop e include canzoni strutturate ed epiche come Phoenix (che dura ben 11 minuti) fortemente ispirata alle atmosfere spaziali dei Pink Floyd. 

 

Quando i grandi musicisti decidono di confrontarsi col pop, lo fanno, come in questo caso, alla grande.

 

La Mia Versione

Etichetta: Blacklake Records – BL411362
Formato: 2 x Vinile, LP, Album
Paese: Netherlands
Uscita: 10 gen 2022

 

Tracklist

A1        Better Times    4:09
A2        Words We Can’t Unsay    5:04
A3        Violet    5:30
A4        The Apologist    4:56
B1        Rocket Science    4:15
B2        Catcher In The Rye    5:19
B3        Since That Day    3:25
B4        Young At Heart    8:14
C1        Feelings    4:57
C2        Third Degree    4:35
C3        Phoenix    11:51
D1        Grounded    8:03
D2        Year    4:56
D3        Be The One    3:26

 

Lineup

Ross Jennings: voce, chitarra

Nathan Navarro: basso

Simen Sandnes: batteria

Vikram Shankar: tastiere

Jørgen Lund Karlsen: sassofono

 

Nota: Tutti i link ai lavori dei musicisti sono nei TAG sotto il titolo dell'articolo o nella pagina “Artisti

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