
Through Zero degli Elder, album del 2026.
Gli Elder sono una band progressive/heavy psychedelic rock americana nata nel 2005 a Boston, Massachusetts, e ora residente a Berlino, Germania. In vent’anni di attività, il loro sound è passato da uno stoner/doom metal pesante e classico a uno stile rock progressivo, psichedelico e strumentalmente complesso, facendoli diventare un punto di riferimento nel panorama underground mondiale. Questo disco lo conferma.
Il nome della band Elder, che significa “anziano”, “saggio della tribù” o “capoclan” in inglese, è stato coniato dal frontman Nick DiSalvo durante i suoi primi anni di liceo, ispirato dai suoi studi e dalle letture sulla storia dell’Impero Mongolo.
Il cuore della band è il frontman Nick DiSalvo, che si occupa di chitarra, voce e tastiere.
La formazione attuale è composta da:
• Nick DiSalvo – Voce, chitarra, tastiere
• Jack Donovan – Basso
• Michael Risberg – Chitarra, tastiere
• Georg Edert – Batteria
Inizialmente un power trio formato da DiSalvo, Donovan e il primo batterista Matt Couto, gli Elder hanno debuttato con uno split album insieme ai Queen Elephantine nel 2006 e con il loro primo album omonimo, “Elder”, nel 2008. Il vero successo underground è arrivato nel 2011 con “Dead Roots Stirring”, un disco che mescola i riff potenti della Black Sabbath a lunghe sezioni melodiche.
Con “Lore” (2015) e “Reflections of a Floating World” (2017), gli Elder hanno abbandonato i cliché dello stoner metal. Le canzoni sono diventate più lunghe, complesse e ricche di cambi di tempo, incorporando elementi di krautrock e space rock. Nick DiSalvo si è trasferito a Berlino e la band si è ampliata a quattro elementi con l’arrivo di Michael Risberg e, successivamente, del batterista Georg Edert. Questa nuova fase europea ha portato alla pubblicazione di “Omens” (2020) e “Innate Passage” (2022), album caratterizzati da sintetizzatori, tastiere e atmosfere oniriche.
Through Zero, segna un traguardo importante per la band, che festeggia vent’anni di attività.
Il titolo è un termine tecnico dell’ingegneria del suono. Come ha spiegato il frontman Nick DiSalvo, si riferisce alla capacità di una frequenza di attraversare il punto zero e continuare nel negativo.
Per questo album, la line-up degli Elder è rimasta invariata rispetto al precedente lavoro, Innate Passage del 2022, dimostrando una grande stabilità e coesione. Il quartetto, ormai affiatato, si presenta come un gruppo solido e compatto. Nessun ospite è presente alla voce o agli strumenti principali.
Un “punto zero” che rappresenta una tappa intermedia in un viaggio invisibile. Questo è il modo in cui la band lo interpreta, come simbolo del fatto che la realtà non è una linea retta e che l’inizio e la fine sono solo etichette che ci mettiamo addosso. I testi e le atmosfere del disco rispecchiano questa idea, esplorando temi universali e a volte contrastanti come la vita, la morte, la frustrazione, l’impotenza, la paura e la speranza. Tutti questi sentimenti sono visti come parte dello stesso percorso o segnale continuo.
L’album è una evoluzione che porta il sound della band a distanziarsi dal metal pesante dei primi lavori per abbracciare un sound più stratificato ed elettronico, che richiama il rock progressivo e psichedelico. A differenza dei dischi precedenti, dominati dalle chitarre, in questo album synth analogici dal sapore vintage, pianoforte Rhodes e tappeti elettronici non sono più semplici elementi di accompagnamento, ma diventano la struttura portante di brani come “Capture/Release” e la title-track, creando atmosfere spaziali che evocano il Krautrock tedesco e lo Space Rock.
Le canzoni sono lunghe, con quattro delle sei tracce che superano i nove minuti, e rifiutano la classica struttura “strofa-ritornello”. Gli Elder costruiscono le loro composizioni attraverso dinamiche Post-Rock, partendo da introduzioni minimali e morbide per poi accumulare tensione fino a raggiungere esplosioni sonore monumentali. I cambi di tempo sono frequenti, complessi e geometrici, caratteristiche tipiche del Math Rock e del Progressive classico degli anni ’70.
Il chitarrismo di Nick DiSalvo e Michael Risberg abbandona quasi completamente l’oscurità del Doom Metal per concentrarsi su intrecci melodici puliti ed evocativi, assoli psichedelici ricchi di effetti (delay, phaser) e muri di suono distorti (“fuzzy”) che mantengono però sempre un’apertura solare, epica e sognante.
La voce di DiSalvo è usata con estrema parsimonia: non è mai aggressiva, ma si integra nel mix quasi come fosse un ulteriore strumento musicale. Le linee vocali sono cariche di riverbero, eteree e distanti, lasciando che sia la musica strumentale a trasmettere la maggior parte delle emozioni.
Through Zero è un album fantastico, senza alcun difetto. Ci sono però tre canzoni che spiccano come veri e propri gioielli:
Capture/Release è una delle migliori tracce in assoluto, insieme semplice e con complicate strutture progressive, che fonde space rock e stoner rock con linee vocali sorprendentemente orecchiabili e coinvolgenti per il genere della band. I synth sono fondamentali, creando un’atmosfera avventurosa perfetta per i concerti.
Strata è la traccia più imponente, maestosa e complessa del disco, con una durata che arriva quasi agli 11 minuti di straordinaria capacità compositiva. Inizia con un’introduzione calma e delicata in stile prog, per poi esplodere in un muro di chitarre, riff serrati e continui cambi di tempo che lasciano senza parole.
Sight Unseen, il mio brano strumentale preferito, con un approccio più intimo, caldo e quasi improvvisato e con un andamento ipnotico, pacifico e meditativo, basato sulla ripetizione krautrock e su una costruzione lenta e attenta in stile post-rock.
Un album che riesce ad essere insieme raffinato e potente. Un album Essenziale.
La Mia Versione
Etichetta: Stickman Records (3) – Psychobabble 142
Formato: Vinile, LP
Vinile, LP, Single Sided, Etched
Tutti i supporti, Album, translucent neon orange
Paese: Europe
Uscita: 2026
Tracklist
A1 Sigil To Ruin 10:33
A2 Capture/Release 8:47
B1 Through Zero 9:06
B2 Strata 11:24
C1 Sight Unseen 8:58
C2 Blighted Age 5:48
Lineup
Bass Guitar – Jack Donovan
Drums, Percussion – Georg Edert
Guitar, Electric Piano [Rhodes], Slide Guitar – Michael Risberg
Guitar, Vocals, Synthesizer [Synthesizers] – Nicholas DiSalvo



















