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FrancescoProgressive Rock World

646 Recensioni - 361 Artisti - 85 Schede biografiche dettagliate - 26 Meteore Prog - 22 Sotto-Generi del Progressive Rock

Future Hopes dei White Willow

15-05-2026 08:00

Francesco Prog Rock World

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Future Hopes dei White Willow

Future Hopes dei White Willow, album del 2017. Questo album segna il ritorno del gruppo dopo sei anni di silenzio dal precedente “Terminal Twilight” (2011) ...

Future Hopes dei White Willow, album del 2017.

 

Su Progressive Rock World ho già parlato di questa band norvegese, vere e proprie leggende del prog norvegese, eminenti rappresentanti di quello che io chiamo Northen Prog, il prog che viene dal Nord.

 

I White Willow, una delle band di punta del symphonic prog contemporaneo, hanno visto la luce a Oslo, Norvegia, nel 1992.  La loro carriera è segnata da una continua trasformazione musicale e da diversi cambi di formazione, con Jacob Holm-Lupo, chitarrista e produttore, come figura centrale.

Il loro primo album, Ignis Fatuus (1995), è considerato un classico del genere: un’atmosfera cupa e pastorale che fonde folk norvegese, influenze alla Genesis e sonorità gotiche, con il Mellotron e i flauti a fare da protagonisti.  Con dischi come Ex Tenebris e Sacrament, la band si avvicina a sonorità più pesanti e contemporanee, incorporando elementi di gothic rock e jazz-fusion. In questo periodo si rafforza la collaborazione con la cantante Sylvia Erichsen, la cui voce diventa il tratto distintivo del gruppo per diversi anni. Il loro quarto album, Storm Season (2004), rappresenta un momento di grande successo internazionale, con migliaia di copie vendute e concerti in festival importanti. Con Signal to Noise (2006), la band sperimenta un sound più “pop” e accessibile, pur mantenendo la complessità delle loro composizioni. Dopo una breve interruzione, ritornano nel 2011 con Terminal Twilight, un album che Holm-Lupo descrive come “prog-pulp”, un mix di prog classico con influenze new wave e art-rock.

 

La musica di questa band è quasi sempre pervasa da una malinconia tipicamente nordica.  Hanno sempre avuto delle vocalist eccezionali, come Sara Trondal, Sylvia Erichsen e Venke Knutson.  Tra i membri della band ha figurato anche Lars Fredrik Frøislie, di cui ho già parlato a lungo per i suoi progetti con i Wobbler, da solista e per The Chronicles of Father Robin.  Oggi Jacob Holm-Lupo è un ingegnere del suono di fama, il che assicura ai loro album una qualità sonora altissima, qualità che ho già elogiato per il suo lavoro di mixaggio per gli Agropelter (nell’album “The Book Of Hours”).

 

Dopo un lungo periodo di inattività, nel 2017 hanno pubblicato “Future Hopes”, il loro settimo album in studio, dove l’influenza dei sintetizzatori anni ’80, in particolare dello Yamaha CS-80, diventa preponderante. Da quel momento la band non ha più pubblicato dischi né fatto concerti, ma ufficialmente non si è sciolta.  Spero vivamente in un loro ritorno.

 

Questo album segna il ritorno del gruppo dopo sei anni di silenzio dal precedente “Terminal Twilight” (2011). L’uscita è stata rimandata di circa due anni per permettere all’artista Roger Dean, famoso per le copertine degli Yes, di completare il dipinto originale commissionato appositamente per l’album.

 

Il polistrumentista e fondatore Jacob Holm-Lupo ha iniziato a comporre i brani due anni prima della pubblicazione, in un periodo di profondo pessimismo riguardo alla direzione che stava prendendo il mondo.  Con il passare del tempo, il titolo “Future Hopes” è diventato quasi ironico per l’autore, riflettendo una visione cupa del futuro, pur lasciando intravedere un barlume di speranza fondato sulla forza dei legami umani.

 

Il cambiamento più importante nella formazione è stato l’arrivo di Venke Knutson al posto della storica cantante Sylvia Erichsen.  Mentre Erichsen aveva uno stile più teatrale e drammatico, Knutson ha portato un timbro cristallino e pop, che Jacob Holm-Lupo ha trovato ideale per bilanciare le lunghe e intricate suite strumentali dell’album.  Tra i musicisti c’è anche Hedvig Mollestad, accreditata come ospite, la cui chitarra jazz-rock ha influenzato notevolmente il sound del gruppo. I suoi assoli “sporchi” e aggressivi creano un contrasto interessante con le trame elettroniche e sinfoniche.

 

Jacob Holm-Lupo, con le sue chitarre e un’infinità di sintetizzatori vintage (tra cui lo Yamaha CS-80), e Mattias Olsson alla batteria e percussioni vintage (ex Änglagård), sono il cuore pulsante della band. Ellen Andrea Wang continua a suonare il basso dopo l’esperienza del disco precedente, garantendo una sezione ritmica jazzata e solida, mentre Lars Fredrik Frøislie collabora ancora, occupandosi delle parti di organo e tastiere analogiche più tipicamente “settantiane”.

 

La mia è l'edizione in vinile The Laser's Edge (LE1078-LP)

 

“Future Hopes” è un pezzo electro-prog moderno e super atmosferico.  Jacob Holm-Lupo dice che il pezzo ruota tutto intorno allo Yamaha CS-80, con quei suoni caldi e pulsanti. La voce di Venke Knutson entra in punta di piedi, quasi come uno strumento, mentre il drumming di Mattias Olsson aggiunge un tocco di imprevedibilità.

 

“Silver and Gold” è una ballata folk-prog delicata e sognante. È il momento più bucolico del disco, che ci riporta ai White Willow degli anni ’90. Ellen Andrea Wang dà un calore profondo al basso che sostiene le chitarre acustiche. Qui la voce della Knutson è la protagonista, limpida e rassicurante, perfettamente bilanciata dai flauti di Ketil Einarsen.

 

“In Dim Days” c’è una suite sinfonica moderna con richiami alla Kosmische Musik tedesca.  Il pezzo alterna momenti di calma a esplosioni di energia quasi hard-prog.  Hedvig Mollestad è la star, con il suo assolo di chitarra jazz-rock che rompe la monotonia dei sintetizzatori. Lars Fredrik Frøislie aggiunge un Mellotron orchestrale che dà al brano un sound epico.

 

“Where There Was Sea There Is Abyss” è un interludio strumentale Ambient/Dark-Wave.  Serve come “ponte” verso la traccia successiva. È quasi tutto un lavoro di design sonoro di Holm-Lupo. I sintetizzatori creano un senso di vuoto e di spazio infinito, dimostrando quanto sia esperto come sound engineer.

 

“A Scarred View” è il pezzo forte dell’album, una suite prog sontuosa. Mescola la fantascienza di Vangelis con il rock progressivo classico degli anni ’70. Mattias Olsson fa una prova da urlo, usando percussioni vintage per creare texture ritmiche che cambiano di continuo. Holm-Lupo gestisce una montagna di tastiere analogiche che costruiscono un muro del suono imponente. Venke Knutson gestisce con classe le lunghe pause strumentali, rientrando con melodie vocali che danno un tocco umano a un contesto sonoro altrimenti freddo e tecnologico. H. Mollestad torna con interventi chitarristici taglienti.

 

L’album è un mix di stili che Jacob Holm-Lupo ha descritto come un incontro tra il prog sinfonico classico e il sound design elettronico degli anni ’70 e ’80. A differenza dei dischi precedenti, più vicini al folk o al rock gotico, qui il protagonista è lo Yamaha CS-80, lo stesso sintetizzatore usato da Vangelis per “Blade Runner”, che conferisce all’album un’atmosfera onirica, spaziale e cinematografica. L’uso della voce cristallina di Venke Knutson (proveniente dal pop) su strutture tipicamente prog (brani che superano i 18 minuti) crea un effetto particolare.  Grazie a Hedvig Mollestad, l’album presenta esplosioni di chitarra quasi improvvisate e aggressive, che rompono le trame morbide dei sintetizzatori, avvicinandosi a tratti alla fusion più scura.

Ottimo Album!

La Mia Versione

Etichetta: The Laser's Edge – LE1078-LP
Formato: Vinile, LP, Album
Paese: US
Uscita: 31 mar 2017

Tracklist

1. Future Hopes (4:30)
2. Silver and Gold (4:04)
3. In Dim Days (11:04)
4. Where There Was Sea There Is Abyss (1:59)
5. A Sacred View (18:16)

LineUp

Basso – Ellen Andrea Wang

Batteria, Percussioni, E-Bow, Suoni, Suoni – Mattias Olsson

Strumento elettronico a fiato [Controllore a fiato], Flauto – Ketil Vestrum Einarsen

Chitarra – Hedvig Mollestad*, Ole Øvstedal

Chitarra [Chitarre], sintetizzatori [sintetizzatori], tastiere, cori – Jacob Holm-Lupo

Sintetizzatore [Sintetizzatori], Tastiere – Lars Fredrik Frøislie

Tromba – Kjersti Løken

Voce – Venke Knutson

Link per l’ascolto sulle principali piattaforme di streaming ai seguenti link:

Piattaforme di Streaming

  • Spotify: Album completo con le 7 tracce, incluse le bonus.
  • YouTube Music: Playlist ufficiale dell'album.
  • Apple Music: Versione standard disponibile per gli abbonati.
  • Deezer: Catalogo completo disponibile in streaming. [1, 2, 3, 4, 5]

Acquisto e Alta Qualità

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