
Microsolco dei Mangala Vallis, album del 2012.
I Mangala Vallis sono una band progressive rock italiana nata a Reggio Emilia nel 1998. Il loro nome, ispirato a un canyon marziano menzionato nel romanzo “Sfera” di Michael Crichton, riflette la loro visione artistica. Il gruppo è stato fondato da Gigi Cavalli Cocchi, noto batterista per Ligabue, ClanDestino e CSI, insieme a Mirco Consolini (chitarre e basso) ed Enzo Cattini (tastiere).
Per il loro album di debutto, “The Book of Dreams” (2002), hanno collaborato con Bernardo Lanzetti, ex cantante della PFM e degli Acqua Fragile. Lanzetti è diventato membro ufficiale con il secondo album, “Lycanthrope” (2005). In questo periodo, si sono uniti alla band anche Nicola Milazzo e Riccardo Sgavetti.
Nel 2012, Lanzetti e Sgavetti hanno lasciato la band. Roberto Tiranti, cantante e bassista dei Labyrinth e dei New Trolls è entrato in formazione, debuttando con l’album “Microsolco”. Recentemente, il tastierista Gianfranco Fornaciari si è unito alla formazione storica per il loro ultimo album.
I Mangala Vallis offrono un’affascinante fusione di rock progressivo classico e sonorità moderne, caratterizzata da un approccio melodico e da una meticolosa attenzione agli arrangiamenti. La band trae ispirazione dall’era d’oro degli anni ’70, con influenze evidenti di Genesis (soprattutto nel periodo di Peter Gabriel), Gentle Giant, Yes e dei primi Marillion. Per creare atmosfere calde e ricche, ricorrono spesso a strumenti classici del genere, come il Mellotron, l’organo Hammond e il sintetizzatore Moog.
Negli album più recenti, come “Microsolco” e “Voices”, il loro stile si è evoluto verso un prog più fresco e accessibile simile al prog elaborato e melodico degli Spock’s Beard, grazie ai loro groove energici e alle armonie vocali. La loro musica è quasi sempre intrecciata a storie strutturate o temi filosofici, che spaziano dai viaggi di Jules Verne alla critica della digitalizzazione moderna.
Pur avendo radici italiane, hanno scelto di cantare in inglese per dare al progetto un respiro internazionale. Questo li distacca in parte dai canoni del classico “Prog Italiano” (RPI), avvicinandoli invece a un sound più vicino al neo-prog britannico e americano.
Microsolco è dominato dalla presenza di Roberto Tiranti alla voce. Il suo stile cristallino e potente è perfetto per le melodie della band.
Il concept dell’album si addentra in una visione distopica del presente, esplorando il rapporto conflittuale tra l’uomo moderno e la tecnologia. La narrazione si dipana il 21 dicembre 2012, data che molte teorie indicavano come la “fine del mondo”. Nel concept della band, non si verifica un’apocalisse fisica, ma la fine di un mondo esistito fino a quel momento: un hacker immette nella rete un virus capace di annientare l’intera memoria digitale del pianeta. L’album riflette sui ritmi frenetici della società odierna e sui danni inflitti dall’eccessiva dipendenza dalla tecnologia. Il gesto dell’hacker è percepito come un atto di liberazione che costringe l’umanità a una profonda introspezione e a un ritorno a stili di vita più lenti e naturali, favorendo un riavvicinamento alla Madre Terra. Il percorso dell’album si conclude con il brano Terranova, simbolo di un nuovo inizio. Il termine Microsolco richiama il disco in vinile, emblema per eccellenza di un ascolto fisico e “analogico” che si contrappone alla volatilità del digitale celebrata (e distrutta) nel concept.
L'album è composto da 7 tracce che alternano momenti neo-prog a passaggi atmosferici.
Con ritmi trascinanti e un ritornello azzeccatissimo, “Easy Empire” apre il disco mettendo subito in mostra la versatilità vocale di Roberto Tiranti. La fusione di prog e melodie coinvolgenti, culminante in un finale orchestrale mozzafiato, è semplicemente sublime.
“Gods of the XXI Century” è una traccia intricata, tipicamente prog, che vanta un eccellente lavoro di tastiere (Hammond e Mellotron) e un assolo di sintetizzatore centrale che ricorda lo stile degli Spock’s Beard.
“Plastic Paradise” è un brano rock melodico con una struttura lineare e arrangiamenti di prim’ordine.
“Welcome to the New World”, il pezzo più lungo dell’album, alterna aperture sinfoniche a sezioni ritmiche più serrate, guidate dal drumming di Gigi Cavalli Cocchi.
La title-track, “Microsolco”, si distingue per le sue linee di basso pulite e incisive che fanno da base ad arpeggi di chitarra raffinati. L’interpretazione vocale è semplicemente stupenda.
“21-12-12” è un brano epico, con una grande interpretazione di Tiranti, molto appassionante.
“Terranova” chiude il disco, una ballata con grandi pianoforte e voce, trasmette pace e tranquillità.
L'artwork è stato curato da Gigi Cavalli Cocchi che è anche un affermato grafico e illustratore (ha curato, tra le altre, molte copertine per Ligabue).
L’immagine di copertina ritrae un vecchio giradischi con un disco in vinile. Alla sua sinistra, un uomo d’altri tempi osserva il disco attraverso un intricato microscopio, puntato non su un vetrino, ma direttamente sui suoi solchi. Sul vinile si anima un microcosmo di oggetti d’epoca: una ruota panoramica, una macchina fotografica a soffietto, un orologio da taschino, una locomotiva a vapore e un cavallo a dondolo. Questi elementi simboleggiano la “memoria fisica” e la storia dell’uomo che l’hacker del concept intende proteggere o riscoprire. Gli aerei biplani che volteggiano attorno al logo rafforzano l’atmosfera da inizio Novecento, un’epoca percepita come più “umana” rispetto al caos digitale contemporaneo. Il tratto ricorda le antiche stampe calcografiche o le illustrazioni dei romanzi di Jules Verne, autore molto amato dalla band (già celebrato nel loro primo album). Questa immagine cattura perfettamente l’idea di “analizzare da vicino” (il microscopio) ciò che rende umana la nostra esistenza.
Un disco che è un esempio lampante di neo-prog e rock sinfonico, caratterizzato da un’energia travolgente e da tastiere mozzafiato. La fusione tra strumenti vintage come Mellotron e Hammond, unita a una produzione moderna e cristallina, garantisce un’esperienza d’ascolto fluida e appagante.
Consigliatissimo!
Tracklist
La mia copia:
Etichetta: Ma.Ra.Cash Records – MRCLP03
Formato: Vinile, LP
Paese: Italy
Uscita: 2012
Le Tracce:
1. Easy Empire (8:28)
2. Gods Of The XXI Century (7:39)
3. Plastic Paradise (4:36)
4. Welcome To The New World (8:30)
5. Microsolco (6:02)
6. 21-12-12 (4:46)
7. Terranova (5:09)
Durata 45:10
LineUp
- Nicola Milazzo - chitarra
- Mirco Consolini - chitarre acustiche ed elettriche
- Cristiano Roversi - tastiere
- Roberto Tiranti - basso, voce
- Gigi Cavalli Cocchi - batteria, percussioni
Con:
- Enzo Cattini - Organo Hammond (3)
- Filippo Chieli - violino (6)
Link per l’ascolto:
Il teaser dell'album dal Canale ufficiale Youtube di Roberto Tiranti









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