
Melos dei Cervello, album del 1973.
Si tratta di un capolavoro assoluto e imprescindibile del rock progressivo italiano, opera unica dei Cervello, band alla quale ho dedicato una scheda biografica dettagliata intitolata “I Cervello, pionieri del ‘No-Keys’ Prog”, nella quale descrivo la storia e lo stile di questa band, con il suo approccio unico e atipico al progressive rock, privo di tastiere, e incentrato su flauti, vibrafono e chitarre.
Il sound è la fusione di sonorità mediterranee, jazz-rock e avanguardia con temi mitologici greci, risultando sofisticato, intimo e sognante, un mix di progressive italiano classico con influenze jazzistiche e sfumature mediterranee, spesso accostato agli Osanna ma con un taglio più intimo e meno aggressivo.
L’assenza di tastiere è compensata da un uso straordinario di quattro flauti, vibrafono (suonato da Corrado Rustici) e chitarre, che creano atmosfere acustiche, bucoliche e al contempo avvolgenti.
Il concept dell’album è un viaggio simbolico nella Grecia antica e nei suoi miti.
Il titolo, che in greco antico significa “canto” o “poesia”, sottolinea l’intento della band di creare un’opera che sia un inno alla cultura mediterranea classica. L’album si sviluppa attraverso quadri mitologici e atmosfere rituali, piuttosto che seguire una narrazione lineare. I testi evocano figure come la musa Euterpe, protettrice della lirica e del flauto, e divinità bucoliche, alternando momenti di pace idilliaca a esplosioni dionisiache. Il brano d’apertura, “Canto del capro”, evoca un mondo arcaico e “pagano” fatto di danze magiche e rituali oscuri, con un uso massiccio di fiati che sostituiscono le tradizionali tastiere del prog. Il concept fonde la solarità delle radici napoletane della band con l’inquietudine delle tragedie greche.
L’album si caratterizza per una sezione fiati preponderante, con flauti e sassofoni spesso distorti o raddoppiati, che contribuiscono a un sound jazz-rock e orchestrale capace di spaziare da atmosfere pastorali a inquietanti. Un giovane Corrado Rustici, sperimentando con effetti, feedback e arpeggi complessi, fonde il jazz-rock fusion con le influenze della musica italiana. Le strutture complesse, arricchite da cambi di tempo, ritmiche spezzate e armonie dissonanti, rendono l’ascolto impegnativo ma estremamente stimolante per gli appassionati di Prog e della musica sperimentale. Infine, il cantato teatrale di Gianluigi Di Franco, che alterna melodie mediterranee a vocalizzi sperimentali, crea un’atmosfera intensa e coinvolgente, rendendo l’album un’esperienza d’ascolto unica.

L'album ha una durata di circa 36 minuti ed è composto da 7 splendidi brani:
“Canto del Capro” apre il disco con flauti pastorali che creano un’atmosfera tesa, che poi esplode in un riff aggressivo di sax e chitarra. L’assenza di tastiere è compensata da effetti eco e distorsioni sui fiati. Il testo esplora il “Tragos”, il capro, simbolo dell’origine della tragedia greca e rappresentazione del rito dionisiaco, il passaggio dal silenzio della natura alla frenesia del sacrificio.
“Trittico”, un brano suddiviso in tre sezioni, si apre con un arpeggio di chitarra acustica per poi sfociare in un jazz-rock frenetico caratterizzato da tempi dispari e un’eccezionale performance di batteria. Il brano esplora la complessità dell’animo umano, diviso tra la serenità bucolica e il caos della mente moderna.
“Euterpe”, il brano più melodico dell’album, vanta una splendida parte di chitarra di Corrado Rustici che interagisce in modo sublime con i flauti in stile cameristico. Dedicato alla Musa della musica e della poesia lirica, da cui trae il titolo, “Euterpe” è un omaggio alla bellezza artistica, che si discosta dal tono e dalle atmosfere rock che caratterizzano il resto dell’album.
“Scinsione (T.R.M.)” è il brano più cupo, caratterizzato da riff pesanti e insistenti che richiamano l’eclectic prog britannico, accompagnati da un sax spigoloso e dalla voce teatrale di Gianluigi Di Franco. Un brano contrasta nettamente con le atmosfere classiche delle tracce precedenti.
“Melos”, la title track, fonde atmosfere del folk partenopeo con il progressive rock sinfonico, con splendidi contrappunti tra i fiati, la traccia che a mio avviso è la più rappresentativa dell’album e della band.
“Galassia” è un brano prevalentemente strumentale che evoca un’atmosfera spaziale e psichedelica, pur non facendo uso di tastiere. I suoi suoni unici sono creati con effetti elettronici applicati con maestria agli strumenti a fiato.
“Affresco”, l’ultimo brano del disco, è una conclusione serena con voci, flauti e chitarre acustiche. Un flauto dal suono etereo guida il pezzo, creando un’atmosfera calma che contrasta piacevolmente con l’energia della traccia precedente.
L’Artwork è davvero singolare, con una copertina che raffigura una lattina aperta di pomodori pelati. A mio parere, rappresenta una delle vette estetiche del Prog Italiano, creata dal fotografo e grafico Cesare Montalbetti, noto come Caesar Monti. L’immagine è ricca di simbolismi e critica il consumismo. La scelta del pomodoro in scatola, simbolo del prodotto di massa, rappresenta una critica alla mercificazione dell’arte e della musica. I musicisti stessi sono avvolti da una pellicola trasparente, che li assimila a “prodotti” pronti per essere consumati dal mercato discografico, una metafora che evidenzia la prigione creativa generata dalle convenzioni.
Un capolavoro d’avanguardia, uno dei vertici del Rock Progressivo Italiano, che a distanza di oltre cinquant’anni conserva una freschezza e un impatto incredibili. Il lavoro di Corrado Rustici, allora diciassettenne, e del batterista Giulio Capiozzo, che contribuì alla formazione, è di una precisione straordinaria.
Un disco imprescindibile, una gemma del prog italiano anni ’70.
Tracklist
Canto del capro (6:40)
Trittico (7:27)
Euterpe (4:36)
Scinsione (T.R.M.) (5:50)
Melos (5:03)
Galassia (5:55)
Affresco (1:12)
La Mia copia:
Etichetta: Legacy – 88985365531, RCA – 88985365531, Sony Music – 88985358131-8
Formato: Vinile, LP, Album, Reissue, 180 Gram
Paese: Italy
Uscita: 2016
LineUp
Gianluigi Di Franco: Voce, flauto e percussioni.
Corrado Rustici: Chitarra, flauti, vibrafono e voce.
Giulio D'Ambrosio: Sassofoni, flauto e voce.
Antonio Spagnolo: Basso, chitarra, flauto dolce e voce.
Remigio Esposito: Batteria e vibrafono.
Prodotto da Danilo Rustici ed Elio D'Anna
Link per l’ascolto:
Dal Canale ufficiale Youtube CervelloOfficial
Trittico - Cervello Live in Tokyo 2017
Melos - Cervello Live in Tokyo 2017






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