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Songs From The Vault 1975-1978 dei Jethro Tull

04-02-2026 23:55

FrancescoProg

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Songs From The Vault 1975-1978 dei Jethro Tull

Songs From The Vault 1975-1978 dei Jethro Tull, album del 2025, una raccolta che esplora il periodo folk-prog della band, proponendo rarità, versioni ...

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Songs From The Vault 1975-1978 dei Jethro Tull, album del 2025.

 

A questa straordinaria band ho dedicato la scheda “Jethro Tull: Rock, Folk, Blues e il Flauto Magico di Anderson” nella quale ripercorro le tappe fondamentali della loro splendita carriera e aggrego le recensioni dei loro album incluso quello più recente, Curious Ruminant del 2025.

 

Songs From The Vault 1975-1978 è una raccolta che esplora il periodo folk-prog della band, proponendo rarità, versioni alternative e brani inediti provenienti dalle sessioni di Minstrel in the Gallery, Too Old to Rock 'n' Roll, Songs from the Wood e Heavy Horses. Il set offre una panoramica approfondita del lavoro in studio tra il 1975 e il 1978.

Come da descrizione riportata sull’album stesso si tratta di un cofanetto di 2 LP contenente rarità e out-take tratti dalle sessioni di registrazione che hanno prodotto gli album , la maggior parte dei quali non è mai stata pubblicata in vinile, relativi ad uno dei periodi più prolifici e amati della band, quello della cosiddetta "trilogia folk-rock". La raccolta copre la fase di transizione in cui la band si è allontanata progressivamente dall'hard rock degli inizi verso sonorità più acustiche, folk e bucoliche, riprendendo le tematiche del periodo d'oro dei tardi anni '70.

 

Sessioni di "Minstrel In The Gallery" (1975). Queste tracce risalgono alle registrazioni effettuate a Monte Carlo:
Summerday Sands (Originariamente il lato B del singolo Minstrel In The Gallery)
Requiem (Early Version)
 

Sessioni di "Too Old To Rock 'n' Roll: Too Young To Die!" (1975-1976). Materiale registrato ai Maison Rouge Studios, scartato per motivi di spazio.
3. Quiz Kid (Version 1)
4. Salamander's Rag Time
5. Commercial Traveller
6. A Small Cigar (Acoustic Version)
7. A Small Cigar (Orchestrated Version)
8. Strip Cartoon (Registrata nel 1976, poi lato B del singolo The Whistler)


Sessioni di "Songs From The Wood" (1976). Il culmine dell'ispirazione folk-prog:
9. Old Aces Die Hard (Uno dei "sacri graal" per i fan, rimasto inedito per 40 anni)
10. One Brown Mouse (Early Version)
11. Magic Bells (Ring Out, Solstice Bells) (Versione alternativa del brano dell'album)


Sessioni di "Heavy Horses" (1977-1978). L'ultimo capitolo della trilogia folk prima della virata elettronica:
12. Living In These Hard Times (Version 2)
13. Horse-Hoeing Husbandry
14. Working John, Working Joe (Early Version)
15. Beltane (Outtake tematica, poi inclusa in varie raccolte di rarità)
16. Living In These Hard Times (Version 1)
17. Everything In Our Lives
18. Jack-A-Lynn (Early Version) (Versione embrionale di un classico degli anni '80)
19. Quatrain (Studio Version)


Sessioni Stand-alone e Progetti TV (1978). Tracce non destinate a un album specifico ma registrate nello stesso arco temporale:
20. A Stitch In Time (Pubblicata originariamente come singolo indipendente nel 1978)
21. Botanic Man Theme (Dalla colonna sonora per la serie TV di David Bellamy)
22. In A Town In England (Dalla colonna sonora di Botanic Man)
23. Botanic Man (Dalla colonna sonora di Botanic Man)

 

Tutte le tracce sono mixate da Steven Wilson, tranne "A Small Cigar" (Orchestrated Version) che è mixata da Robin Black, che ha curato tutte le registrazioni.

 

Questa la formazione:


Ian Anderson: voce, flauto, chitarra acustica, occasionalmente chitarre elettriche, basso (in "A Stitch In Time"), mandolino e fischietti. 
Anderson è nel suo picco vocale e compositivo. In brani come Old Aces Die Hard o A Small Cigar, il suo flauto alterna momenti pastorali a fraseggi quasi jazz-rock, mentre la chitarra acustica guida la struttura ritmica con la precisione maniacale tipica della trilogia folk.


Martin Barre: chitarra elettrica e liuto 
La sua chitarra elettrica in queste outtake è sorprendentemente incisiva. Sebbene il periodo sia "folk", brani come Beltane o le versioni embrionali di Heavy Horses mostrano riff pesanti e assoli che bilanciano perfettamente l'elemento acustico di Anderson.
 

Barriemore Barlow: batteria e percussioni 
La sua batteria è complessa e intensa. In queste sessioni "vault", si percepisce la sua capacità di gestire tempi dispari con una naturalezza che rende fluidi anche i passaggi più intricati (come in Salamander's Rag Time).
 

John Glascock: basso e voce
Molte delle tracce evidenziano il suo stile fluido e melodico. Il suo lavoro su Living In These Hard Times dimostra perché fosse considerato uno dei migliori bassisti della scena prog prima della sua prematura scomparsa.


David Palmer: pianoforte, sintetizzatori, organo portativo e arrangiamenti per archi

John Evan: pianoforte, organo e sintetizzatori
I due tastieristi arricchiscono il suono con organi, sintetizzatori dell'epoca e arrangiamenti orchestrali (evidenziati nella versione orchestrata di A Small Cigar), creando quel tappeto sonoro fiabesco e medievale che caratterizza il periodo 1975-1978.
 

Jeffrey Hammond al basso in "Summerday Sands" e "Requiem" (Early Version) tratti dalle sessioni di Minstrel In The Gallery (1975). In "Summerday Sands" con una bellissima linea di basso melodica in perfetta armonia con l'atmosfera acustica del brano. In "Requiem (Early Version)" il suo contributo è fondamentale, mantenendo la struttura ritmica con la sua caratteristica precisione
 

Compare anche l'icona folk Maddy Prior (degli Steeleye Span) come ospite, corista nel brano "Salamander's Rag Time", brano proviene dalle sessioni di Too Old To Rock 'n' Roll: Too Young To Die! (fine 1975). Una grande interpretazione col suo stile da soprano folk, Prior era un'amica intima e collaboratrice della band durante questo periodo. Il suo contributo più famoso alla discografia dei Jethro Tull è nella traccia che dà il titolo all'album Too Old To Rock 'n' Roll, ma questa uscita "Vault" permette ai fan di ascoltare il suo lavoro su un brano più oscuro e ritmato, escluso dall'LP originale. 
 

Una delle più solide formazioni della band.
 

Il restauro di Steven Wilson ha separato più nettamente gli strumenti, permettendo di apprezzare sfumature non percepibili nei mix originali dell'epoca.
 

Una preziosa testimonianza della creatività Ian Anderson e soci nel periodo tra il 1975 e il 1978, e del sound folk-progressive del gruppo. L’album consente di ascoltare la nascita di brani complessi e la maestria dei grandi musicisti che compongono questa band. Come tutte le raccolte "vault", che assemblano tracce prese dagli archivi blindati delle case discografiche dove i nastri master originali vengono conservati per decenni prima di essere restaurati, è un documento soprattutto per i collezionisti e per molti può risultare frammentaria ma risulta necessaria invece per coloro che desiderano approfondire i processi di studio della band. 

Nota: Tutti i link ai lavori dei musicisti sono nei TAG sotto il titolo dell'articolo o nella pagina "Artisti"

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