| Canterbury Scene | Crossover Prog | Eclectic Prog | Extreme Prog Metal | Folk Rock | Heavy Prog | Jazz-Rock Fusion | Krautrock | Neo Prog | NON PROG | Northern Prog | Post Metal | Post Rock | Prog Related | Progressive Electronic | Progressive Metal | Psychedelic Rock | Rock Progressivo Italiano | Space Rock | Symphonic Rock | Zeuhl |

Progressive Rock World

logofinale
logotondo.jpeg

facebook
whatsapp

586 Recensioni - 341 Artisti - 85 Schede biografiche dettagliate - 26 Meteore Prog - 22 Sotto-Generi del Progressive Rock

Abacab dei Genesis

09-01-2026 20:16

FrancescoProg

Symphonic Rock, BUONO, PER FAN E COMPLETISTI, Album anni Ottanta, genesis, tony-banks, mike-rutherford, phil-collins,

Abacab dei Genesis

Abacab dei Genesis, album del 1981.un enorme successo commerciale, raggiungendo il 1º posto nelle classifiche del Regno Unito e la Top 10 negli Stati...

img_9897.jpeg

Abacab dei Genesis, album del 1981.

 

Il disco segna definitivamente l'abbandono da parte del trio composto da Tony Banks, Mike Rutherford e Phil Collins delle atmosfere fiabesche del rock progressivo degli anni '70, per abbracciare sonorità pop, new wave ed elettroniche più minimaliste e moderne.

 

Di questa immensa band ho lungamente parlato in occasione delle recensioni dei loro albume in particolare  nella scheda dedicata ai Genesis "Genesis: Il Prog, il Pop e le influenze del sound "genesiano", band che è stata la mia iniziazione al prog.

 

L'album fu un enorme successo commerciale, raggiungendo il 1º posto nelle classifiche del Regno Unito e la Top 10 negli Stati Uniti e contiene successi come "No Reply at All" (con la sezione fiati dei Phoenix Horns degli Earth, Wind & Fire), "Keep It Dark" e la malinconica "Man on the Corner" scritta da Collins. 

Si tratta dell primo album registrato a "The Farm", lo studio privato dei Genesis costruito in una stalla ristrutturata nel Surrey, Inghilterra e anche del primo album prodotto autonomamente dai Genesis con la collaborazione del tecnico del suono Hugh Padgham che portò con sé il rivoluzionario suono della batteria "gated reverb", già sperimentato con Phil Collins e Peter Gabriel.

 

Il Titolo "Abacab" deriva dalla struttura musicale originale della title track. I membri della band utilizzavano le lettere A (strofa), B (ritornello) e C (ponte) per ricordare le sezioni del brano e la sequenza era appunto A-B-A-C-A-B. Sebbene la versione finale avesse una struttura diversa, il nome rimase.

 

Dopo  anni di suite complesse e testi mitologici, Abacab era la grande semplificazione.

La band decise di scartare qualsiasi brano che suonasse troppo simile al loro vecchio stile prog e quindi pezzi come You Might Recall, considerati troppo melodici o classici, furono esclusi dall'album originale.

Un approccio che si riflette nell'artwork di Bill Smith fatto di sole forme geometriche e colori piatti, privi di riferimenti figurativi, che segnalavano all'ascoltatore che i "vecchi" Genesis non esistevano più.
 

Musicalmente vengono introdotti espedienti della musica modera e contemporanea, come la batteria "Gated Reverb" col suo sound esplosivo e artificiale  e i sintetizzatori New Wave, Tony Banks abbandonò i mellotron e gli arpeggi classici per suoni più percussivi e taglienti influenzati dalla scena post-punk e new wave dell'epoca.

img_9898.jpeg

- Abacab, la title track, apre il disco con un bellissimo riff di tastiera e un ritmo di batteria, brano ipnotico, la rottura definitiva con il passato.

- No Reply at All, è un pezzo pop-funk molto trascinante, con i bellissimi fiati gei Phoenix Horns (i fiati degli Earth, Wind & Fire) e una splendida linea di basso di Mike  Rutherford, estremamente complessa. Ricorda molto i pezzzi da solista di Phil Collins.

- Me and Sarah Jane è l'unico brano che mantiene un legame con il rock progressivo, una mini-suite in che cambia continuamente ritmo e atmosfera, passando dal reggae al pop sinfonico, brano scritto da Tony Banks

- Keep It Dark è un brano dominato da un loop di batteria minimale e una chitarra ossessiva, molto asciutto, nel “nuovo stile”   della band.

- Dodo / Lurker sono due brani l'uno, Dodo con un groove pesante e sintetizzatori cupi, e l'altro “Lurker” è molto intenso.

- Who Dunnit? è un brano punk-elettronico ripetitivo e quasi disturbante, nato come uno scherzo in studio. 

- Man on the Corner è una bella ballata malinconica scritta da Phil Collins, con la drum machine anticipa lo stile che avrebbe portato Collins al successo mondiale.

- Like It or Not, scritta da Mike Rutherford, è una traccia rock con una grande interpretazione vocale di Collins e uno splendido arrangiamento di chitarre.
- Another Record chiude il disco, con un bel riff di piano elettrico e un'atmosfera jazzata. 

 

Ottimo Pop-Rock per grandissimi musicisti che sanno fare tutto alla perfezione. In ogni brano c'è qualcosa di grande, o la composizione, o il basso o le parti di piano e tastiere o quelle di voce. Un po' come quando i grandi chef cucinano piatti semplici e popolari, sono sempre grandiosi e contengono sempre un elemento che li rende speciali.

 

Io questa svolta dei Genesis la ho capita, alcuni brani li ho anche apprezzati, ma personalmente (per restare in tema culinario) non l'ho mai digerita. Un Buon album, per completare la collezione per gli appassionati di questa band che Abacab o no, resta immensa. 

Nota: Tutti i link ai lavori dei musicisti sono nei TAG sotto il titolo dell'articolo o nella pagina "Artisti"

Tracklist

1. Abacab (7:01)
2. No Reply at All (4:40)
3. Me and Sarah Jane (5:59)
4. Keep It Dark (4:31)
5. Dodo / Lurker (7:28)
6. Who Dunnit? (3:22)
7. Man on the Corner (4:26)
8. Like It or Not (4:57)
9. Another Record (4:28)

Durata 46:52

LineUp

- Phil Collins - voce, batteria
- Mike Rutherford - chitarre, bassi
- Tony Banks - tastiere (Prophet synth)

Con:
- The EWF Horns - fiati (2)
- Thomas "Tom Tom 84" Washington - arrangiamenti fiati (2)

img_9898.jpegimg_9899.jpegimg_9900.jpeg
img_9896.jpeg