
Wherever Forever di Spirergy, album del 2026.
Spirergy è un progetto del polistrumentista britannico Dave Allen, compositore e cantante britannico, che ha iniziato a suonare e studiare chiatta già dall'età di 11 anni e si è poi evoluto verso la chitarra elettrica, il basso e le tastiere.
Il suo stile è caratterizzato da strutture complesse, lunghi brani epici (spesso oltre i 10 minuti), chitarre virtuose e un ampio uso di tastiere, Mellotron e archi orchestrali.
Il nome del progetto è un gioco di parole tra Spiral ed Energy.
Wherever Forever è il suo lavoro più recente preceduto ad Aeon del 2023, il suo album di debutto e Journey Beyond del 2024.
L'album tratta i temi legati alla condizione attraverso atmosfere prog sinfoniche e spaziali con la a title track di 16 minuti, "Wherever Forever" che racconta di viaggiatori alla ricerca di una nuova casa nel vuoto del cosmo, in un futuro distopico dove la Terra è ormai esausta dal punto di vista ambientale. Ma affronta anche il tema dell'impatto della guerra sulle donne, sui bambini e sulle famiglie, dell'insonnia e dell'ansia notturna, descrivendo un uomo anziano svegliato alle 3 del mattino da un incubo che riporta in vita vecchie paure, tutti temi affrontati con un senso di speranza.
Lo stile è un prevalentemente un prog sinfonico melodico, ispirato ai classici del prog britannico come Yes, Genesis ma anche agli IQ e i primi Marillion a tratti, e in alcuni momenti ad un sound tipicamente rock dei Deep Purple o alle sonorità e atmosfere alla Santana.
Dave Allen suona tutti gli strumenti, mescolando chitarre acustiche a 12 corde con assoli elettrici svettanti e tappeti di tastiere orchestrali.
La versione digitale che ho ascoltato in attesa del CD, riporta una immagine associata a ognuno degli 8 brani.

Innocent Hearts, inizia con una intro atmosferica di chitarra acustica e tappeto di synth con bassi profondi, poi parte una ritmica leggera con andatura sostenuta. Bella atmosfera avvincente in una sezione strumentale che sale presto di tono e enfasi. Belle le tastiere dal sound vintage e il lavoro di basso. La parte vocale è una bella canzone rock anni 90, sia per stile del cantato che per i bei cori in farsetto. Brano avvincente e con una ottima struttura, bellissimo il ritornello e l’atmosfera complessiva. L’assolo di chitarra parte quando cresce la complessità del brano con controtempi e una bella energia. Il lungo finale riprende dal tema atmosferico iniziale, sul quale si innesta la sezione più energica e un bellissimo assolo di chitarra. Pezzo accattivante, una potenziale hit.

When They Came inizia con belle chitarra acustiche e un leggero tappeto di tastiere poi sopraggiungono i fiati dal sound genesiano e inizia subito un assolo di chitarra che si protrae fin quando il tempo accelera, si fa veloce e di un rock diretto. La voce non è esplosiva ma fa ottimamente la sua parte, bellissimo il giro di basso. La batteria non è accreditata ma la trovo in questo brano particolarmente complessa, grande lavoro di programmazione. Il sound ricorda le atmosfere dei primi Yes, in particolare con il cantato in falsetto e le armonie di tastiera e chitarra. Lunga sezione strumentale con una splendida interazione chitarra e batteria. C’è un Hey You che mi ha fatto tremare solo per un momento, ma che è parte di una fase più lenta e dal tono drammatico, su splendido giro di basso profondo e arpeggi di chitarra cristallina. Riparte il pezzo con tutta la sua energia e un assolo di tastiere grandioso. Bella energia e atmosfera con un sound neo-prog tendente al rock sinfonico degli anni 70, ma a tratti su una ritmica rock che potrebbe essere in un disco dei Deep Purple, ma con minore intensità e dai toni meno forti.

Carry Me Home con una bella intro di chitarre, acustica ed elettrica leggermente distorta, ballata dal tempo sostenuto. Bella la melodia e i cori. Un neo prog che ricorda gli IQ con la chitarra alla maniera di Hackett e la voce che richiama Ian Andersson, grandissimi riferimenti. La melodia e l’andatura sono molto coinvolgenti e quando parte la sezione strumentale siamo nel mondo dei Genesis con una fantastica atmosfera epica imponente ed eterea. Un giro di piano fa da base prima a un grande assolo di chitarra e poi di basso melodico mentre si aggiungono tappeti di tastiere, e poi il tempo si fa più complesso, quasi jazzato con un bellissimo dialogo batteria e pianoforte, dal tono inquietante e un ritmo scandito dal basso e synth con suoni profondi. Splendido assolo di piano prima che il tempo si faccia più sostenuto e del ritorno della chitarra alla Hacket e la voce alla Anderson col tema iniziale. Bellissima la melodia anche in questo brano. Chiusura a sfumare sul tema principale anticipata da un intermezzo di chitarra acustica e voce degna degli yes.

See It In Your Eyes inizia come una bellissima ballata in stile medievale con splendido pianoforte che diventa sugli acuti una spinetta sulla quale si intrecciano chitarre prima acustiche e poi elettriche, brano strumentale molto godibile di bellissima melodia, emotivamente molto trascinante, anche quando entrano le tastiere vintage in un bell’assolo e tutto il brano si arricchisce e con esso il trasporto complessivo. Bell’intermezzo con chitarra e tastiere all’unisono prima del finale. Un brano che sembra un trial dell’album, una anteprima lussuosa fatta di melodia e di una atmosfera assolutamente distesa e accattivante.

Falling From the Sky ha un inizio di synth con bassi profondi e suoni imponenti che si muovono fra lato dx e sx prima di partire con un ritmo sostenuto rock anni 90 e la chitarra wah wah che lascia presto spazio a una bella sezione di tastiere epiche, poi entra la voce, in bello stile e con i suoi acuti mai esasperati e sempre in controllo. Anche qui la melodia è superba. Ci sono gli IQ ma anche un tempo pop-rock molto attrattivo, con intorno la ricchezza dei synth e una parte di basso straordinaria. A metà il brano dopo una fas atmosferica cambia e il tempo di fa serrato e denso di controtempi, carico di tensione, poi riparte la fase epica con una bella chitarra che si esprime in stili diversi, dall’acuto della chitarra rock alle note lunghe della scuola Hackett. Sul finale torna il tema inziale e un bellissimo assolo di chitarra rock velocissimo a tratti. Bellissimo brano anche questo.

It's Here Again parte con grande apertura e respiro, subito trascinante con splendide tastiere vintage per prendere il tempo di una ballata folk alla maniera dei Jethro Tull, con bella interpretazione vocale, a voce piena e appassionata. La fase Folk si alterna con la melodia alle tastiere della fase rock sinfonico a più riprese. Bello l’assolo di chitarra al centro del brano. Voce particolarmente centrata e di bella interpretazione in una fase puramente genesiana in cui fanno da base le chitarre acustiche che si intrecciano.

In the Small House inizia atmosferico con tastiere e chitarre, in una lunga intro seguita dalla voce cristallina su tappeto di tastiere. Bella l’intensità del brano anche quando diventa una bella ballata prog con stacchi alla maniera del metal che si aggiungono ad una trama epica.
Grande lavoro di chitarra sia nell’arpeggio che nella ritmica e nell’assolo. Anche qui la chitarra è suonata con stili diversi all’interno del brano.

Wherever Forever inizio di puro rock con chitarra decisa e ritmo sostenuto, qui siamo nel sound alla Marillion sia nell’andatura che nello stile del cantato, nella alternanza di fasi brillanti e veloci con fasi lente e atmosferiche, che lasciano spazio a momenti alla Genesis di pregevole fattura. Doppie chitarre e progressioni trascinati ed epiche. Dopo circa 5 minuti dei 16 del brano l’atmosfera si fa sospesa ed eterea in una lunga fase morbida che è seguita da bellissimi cori e voci sostenute da arpeggi di chitarra, poi entrano in scena le tastiere vintage che danno maggiore enfasi a questa fase alla maniera degli Yes splendidamente eseguita. Segue una sezione up-tempo più brillante di cori e tastiere vintage sempre sullo stesso mood. Poi un improvviso ritorno alla fase epica, ad un tempo più lento e ad una voce piena e distesa. Dopo 10 minuti a due terzi del brano le bellissime tastiere vintage genesiane disegnano la splendida intro ad un assolo veloce di chitarra. Grande l’alternanza di queste fasi fra loro nel corso del brano, di grande complessità compositiva e atmosfere alla Santana che si alternano col rock sinfonico e il neo-prog. A tre minuti circa inizia la fase più intensa e coinvolgente del brano, seguita dal lungo finale epico
In un album fatto di composizioni eccezionali, con tastiere chitarra e basso sontuosi, ma manca l’esplosione, che mi aspettavo dai brani epici, che sono molto strutturati ma sempre in controllo e questo credo avvenga perché manca la dinamica data da un lavoro più complesso di batteria che avrebbe secondo me dato più peso ai brani, ma che al contrario a volte si limita a scandire con precisione e molto diligentemente delle ritmiche anche complesse ma che dal punto di vista percussivo restano senza anima, per questo assegno al disco 4 stelle, che sono quelle di un disco comunque ottimo.
Grande inizio di questo 2026.
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Tracklist
1. Innocent Hearts (6:38)
2. When They Came (9:04)
3. Carry Me Home (10:20)
4. See It In Your Eyes (5:10)
5. Falling From the Sky (7:13)
6. It's Here Again (7:09)
7. In the Small House (9:31)
8. Wherever Forever (16:00)
Durata 71:05
LineUp
Dave Allen - chitarre, basso, tastiere, programmazione e voce
Link per l’ascolto:
Alcune Tracce dal Canale ufficiale Youtube di Spirergy







