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586 Recensioni - 341 Artisti - 85 Schede biografiche dettagliate - 26 Meteore Prog - 22 Sotto-Generi del Progressive Rock

On the Sunday of Life... dei Porcupine Tree

06-01-2026 00:11

FrancescoProg

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On the Sunday of Life... dei Porcupine Tree

Dei Porcupine Tree, “On the Sunday of Life...” pubblicato nel 1992, album che raccoglie demo di Steven Wilson realizzati tra la fine degli anni Ottanta e ...

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Ecco il primo di 11 album in studio dei Porcupine Tree, “On the Sunday of Life...”  pubblicato nel 1992, album che raccoglie demo di Steven Wilson realizzati tra la fine degli anni Ottanta e gli inizi degli anni Novanta, Solo più tardi in occasione dei concerti coinvolse Richard Barbieri, Colin Edwin e Chris Maitland. 

 

Un disco di esordio che già fa capire bene la direzione, splendida, intrapresa poi dalla band al completo.

 

Incredibile come tutto sia nato da un vero e proprio gioco, come anche descritto nella scheda “Up the Downstair dei Porcupine Tree, lo scherzo di Wilson e la loro grande storia”, gioco nato dalla mente geniale di un tecnico informatico inglese, Steven Wilson, che si dilettava anche con la chitarra e le tastiere e il suo amico Malcolm Stocks, i quali prendendo ispirazione dalla psichedelia tanto cara ai primi Pink Floyd, creano una fittizia rock band chiamata Porcupine Tree, dotata di un grande background fatto di tournée, azioni e dettagli su dei membri chiaramente mai avuti. Il gioco orchestrato a meraviglia ci mise poco a trasformarsi in realtà e il solo Steven Wilson, con l'ausilio di alcuni musicisti ospiti, iniziò a produrre le prime demo il resto è storia: undici album in studio uno più bello dell’altro. I testi contenuti nel disco sono di Alan Duffy, compagno di scuola di Wilson e sono spesso astratti e "acidi" grazie all'uso di effetti vocali (come voci accelerate ad effetto "helium").

 

Oltre lo stato di “disco di culto” a causa della strana storia che lo precede, musicalmente si tratta di un lavoro acerbo e lontano dal genio dei lavori successivi di Steven Wilson e di questa grandissima band, un esperimento iniziale di Steven Wilson, che si è poi evoluto in qualcosa di completamente diverso.

 

Il disco, comunque, a mio avviso è un documento appassionante, che rappresenta una fase stilistica irripetibile nella carriera di Wilson, è un caleidoscopio di suoni artigianali e sperimentali che vanno dalla psichedelia anni '60 e ‘70 con l’influenza dei primi Pink Floyd del periodo di Syd Barrett con composizioni circolari e ipnotiche allo Space Rock e Ambient con i sintetizzatori e lunghe sezioni atmosferiche, per un progressive pop che fonde il pop con l'avanguardia. C'è una forte influenza dell'ironia tipica dello stile "Canterbury" e grande uso di drum machine, campionamenti e rumori ambientali ma anche chitarre acustiche ed elettriche che spaziano dal folk a riff più graffianti.
 

Un disco registrato interamente da Wilson nella sua camera da letto quindi è Lo-Fi ma che mette in evidenza da subito la sua grande creatività e fa intravedere la sua idea di Prog, quando lo stile si fa più cupo, lento e imponente, il marchio di fabbrica dei Porcupine Tree.

 

- Music for the Head è un'apertura ambient strumentale con una grande parte di oboe di Master Timothy Masters e sintetizzatori, un brano sospeso e onirico.
- Jupiter Island è un brano psichedelico, molto ritmato con influenze garage rock, una delle tracce meno progressive del disco.
- Third Eye Surfer è un breve strumentale sperimentale con la bella batteria di John Marshallcon un mood che ricorda il jazz-fusion.
- On the Sunday of Life... è un breve brano strumentale, atmosferico con una chitarra leggera. 
- The Nostalgia Factory è uno dei brani più belli del disco, con un inizio etereo che si evolve in un ritmo serrato con potenti tastiere e chitarre.
- Space Transmission è  un breve brano tal tono inquietante caratterizzato da suoni cosmici, con atmosfera apocalittica.
- Message from a Self-Destructing Turnip è un brevissimo intermezzo sonoro.
- Radioactive Toy è il capolavoro dell'album, un brano a tratti travolgente di grande space rock con un riff ipnotico e un finale grandioso.
- Nine Cats è  una bella ballata acustica con atmosfera sognante e malinconica, bellissima melodia.

- Hymn è un breve intermezzo di cori sintetizzati
- Footprints è un brano inquietante con riff dissonanti, dai toni dark.
- Linton Samuel Dawson è un brano pop-rock con voci accelerate e distorte, molto stravagante.
- And the Swallows Dance Above the Sun è un brano ritmato, con influenze dance-pop anni '90, molto orecchiabile.
- Queen Quotes Crowley è un brano sperimentale con molti effetti sonori con chitarre psichedeliche di Jemain Solomon St.

- No Luck with Rabbits è un brano astratto, la distorsione di carillon e giocattoli musicali.
- Begonia Seduction Scene è un breve strumentale acustico con atmosfere bucoliche.
- This Long Silence è un brano rock strutturato, melodioso e potente al contempo.
- It Will Rain for a Million Years chiude il disco, un lungo brano strumentale, ambient con una sezione ritmica tribale e una chitarra solista floydiana.

 

L’artwork riflette l'estetica surreale e sperimentale del disco, l'immagine mostra una figura umana che sembra tuffarsi in un paesaggio cittadino. Wilson ha rivelato che l'idea per la copertina è nata insieme al designer Mike Bennion, prendendo spunto da un poster ferroviario degli anni '30 che raffigurava una donna intenta a tuffarsi in una piscina. Wilson e Bennion hanno "trasposto" la posa della nuotatrice in un contesto urbano, creando un effetto onirico e fuori dal tempo.
Questo mostra come fin dall'inizio, Wilson desiderasse per i Porcupine Tree un'estetica visiva di alta qualità, ispirata ai lavori dello studio Hipgnosis nonostante il budget ridotto dell'etichetta Delerium Records all'epoca.  Il significato dell'artwork, così come quello del titolo, è legato al concetto di nonsense e psichedelia, alla assenza di un messaggio univoco. Il titolo stesso "On the Sunday of Life..." è stato scelto da una lista di titoli privi di senso compilata da Richard Allen (proprietario della Delerium) e di conseguenza, l'artwork non illustra un concetto specifico, ma punta a evocare una sensazione di estraniamento...

 

Si tratta del momento zero della brillante carriera di Steven Wilson, un'opera che acerba e frammentaria, ma che ha gettato i semi per l'intera evoluzione dei Porcupine Tree e della sua carriera solista. "Radioactive Toy" è probabilmente il brano più importante e duraturo del disco. Da avere in una collezione di questa grandissima band e per gli appassionati del genio Steven Wilson.

Nota: Tutti i link ai lavori dei musicisti sono nei TAG sotto il titolo dell'articolo o nella pagina "Artisti"

Tracklist

1. Music for the Head (2:42)
2. Jupiter Island (6:12)
3. Third Eye Surfer (2:50)
4. On the Sunday of Life... (2:07)
5. The Nostalgia Factory (7:28)
6. Space Transmission (2:59)
7. Message from a Self-Destructing Turnip (0:27)
8. Radioactive Toy (10:00)
9. Nine Cats (3:53)
10. Hymn (1:14)
11. Footprints (5:56)
12. Linton Samuel Dawson (3:04)
13. And the Swallows Dance Above the Sun (4:05)
14. Queen Quotes Crowley (3:48)
15. No Luck with Rabbits (0:46)
16. Begonia Seduction Scene (2:14)
17. This Long Silence (5:05)
18. It Will Rain for a Million Years (10:51)

Durata 75:41

LineUp

- Steven Wilson - voce, chitarra, strumenti (tastiere, programmazione)

Con:
- Malcolm Stocks ("Solomon St. Jemain") - chitarra e voce aggiuntive (14)
- Maestro Timothy Masters - oboe
- John Marshall - batteria (3)

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