
Rejoice! I'm Dead! dei Gong, album del 2016
Si tratta del primo registrato dai Gong dopo la scomparsa (lasciando un vuoto incolmabile) del fondatore Daevid Allen e a distanza di circa un anno della sua compagna Gilli Smyth.
Ho lungamente parlato della biografia dei Gong, di Daevid Allen e Gilly Smyth nella scheda a loro dedicata nella quale descrivo le loro appassionanti vicende e il commovente lascito.
Rejoice! I'm Dead! è una degna continuazione dell'eredità della band dopo la scomparsa di Daevid Allen, con il classico sound Gong jazz, cosmico, psichedelico stavolta sotto la guida di Kavus Torabi, che è una sorta di "epitaffio" e celebrazione dello spirito di Daevid Allen, con la presenza dei suoi testi e persino di campionamenti vocali.
La band evolve con successo il classico sound Gong, fondendo space-rock, jazz-fusion e influenze della scena di Canterbury, ma con suoni moderni, con grandi fiati di Ian East, le chitarre di Fabio Golfetti e una grande sezione ritmica.
Bellissima The Thing That Should Be che apre eterea il disco, orecchiabile e con mood a tratti psichedelico.
Rejoice! è un lungo brano di jazz-fusion classico e splendidi sassofono e chitarra.
Kapital è un brano eccentrico, con la voce Allen e grande parte di sax
The Unspeakable Stands Revealed è un brano ipnotico, progressive e jazz insieme.
Beatrix è un breve tributo con la voce francese di Daevid Allen, molto toccante.
Lo stesso Allen aveva pubblicamente spronato la band a continuare ed è accaduto con questo album, un lavoro a tratti dagli echi canterburyani con cambi di tempo, le linee di basso di Sturt, il sax di East e il bellissimo solo di chitarra di Steve Hillage in Rejoice! , davvero un ottimo pezzo.
Ci domandiamo sempre dove andremo a finire dopo la morte, questo è un pensiero che attanaglia l'umanità da sempre e che ha spinto la nascita e proliferazione di religioni e teorie scientifiche e fantascientifiche, uno dei dilemmi mai risolti, al quale ognuno da' una sua risposta e al quale molti trovano soluzione nella fede. Non sono qui per giudicare tali scelte, idee, credenze. Io personalmente non credo nella vita dopo la morte, ci spero, sarebbe bello incontrare i nostri cari un giorno, sarebbe meraviglioso, e anche i nostri animali scomparsi dopo che ci hanno dato amore incondizionato. Ma non ci credo. Quello che credo è che dobbiamo dare più importanza a quello che facciamo e lasciamo in vita. Alla qualità di ogni momento, alla qualità delle relazioni, ai messaggi che lasciamo, alla bellezza che siamo in grado di vedere e per quanto possibile di dare e soprattutto, all'amore che sappiamo creare intorno a noi. Ebbene, in base a queste convinzioni posso dire che Daevid e Gillli di amore ne hanno vissuto un mondo, sempre uniti nelle loro peripezie artistiche, ma che ne hanno anche dato tanto a tutti noi. Perché l'arte, senza dubbio, è amore e un po' di questo amore è anche in questo disco, che quindi per me è non solo un pezzo di vinile lucente da ascoltare ma qualcosa di più. E ve lo consiglio senza se e senza ma.
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Tracklist
1. The Thing That Should Be (03:34)
2. Rejoice! (10:17)
3. Kaptial (3:21)
4. Model Village (6:43)
5. Beatrix (2:54)
6. Visions (4:29)
7. The Unspeakable Stands Revealed (11:49)
8. Through Restless Seas I Come (6:58)
9. Insert Yr Own Prophecy (9:36)
Durata 59:41
LineUp
- Daevid Allen - voce (5)
- Kavus Torabi (Cardiacs, Knifeworld) - voce, chitarra
- Fabio Golfetti - chitarra, voce
- Ian East - sassofoni soprano, sopranino, baritono e tenore, flauto, fischietti, campanelli, shaker
- Dave Sturt (Jade Warrior) - basso, basso acustico (5), basso EBow (5, 6, 9), tastiere (4, 8), percussioni (4), voce (1, 2, 4, 7)
- Cheb Nettles - batteria, percussioni (8), voce (1, 2, 7, 9)
Con:
- Graham Clark - violino (1)
- Steve Hillage - chitarra solista (2)
- Didier Malherbe - duduk (4, 8)
- Chris Ellis - pianoforte (5)





