È in occasione della serata all'Arena Santa Giuliana a Perugia per Umbria Jazz 2026 di sabato 4 luglio ’26 che prevede un doppio appuntamento imperdibile per gli amanti del progressive e del jazz elettrico che pubblico questa recensione. Domani avrò la fortuna di vedere in una sola serata due band magnifiche:
Perigeo ("The Last Concert"): L'addio definitivo alle scene della band guidata da Giovanni Tommaso, che torna a esibirsi con la formazione originale al completo dopo oltre cinquant'anni dalla prima edizione del festival del 1973.
BEAT: Il supergruppo composto da Adrian Belew, Tony Levin, Steve Vai e Danny Carey, dedicato alla reinterpretazione dei tre storici album anni '80 dei King Crimson (Discipline, Beat e Three of a Perfect Pair), dei quali ho lungamente parlato in questi giorni.
BEAT Live dei BEAT uscito il 26 settembre 2025 un capolavoro Live.
Nell'attesa del concerto ho riascoltato questo bellissimo disco.
Iniziamo dicendo che la Line Up di questo disco live (3 LP 180 g) e' semplicemente fantastica.
Si tratta di un supergruppo formato due ex-membri dei King Crimson, Adrian Belew (Chitarra, voce con King Crimson, Frank Zappa, David Bowie, Talking Heads…) e…
… e Tony Levin (Basso elettrico Chapman Stick, contrabbasso, voce, sintetizzatore con Peter Gabriel, Stick Men, Liquid Tension Experiment, King Crimson, Bruford Levin, Upper Extremities, Anderson Bruford Wakeman Howe…) che si uniscono a due mostri indiscussi del loro strumento, Steve Vai (chitarra, sitar, basso, pianoforte, voce, con Frank Zappa, David Lee Roth, Alcatrazz, Whitesnake, solo per citarne alcuni) e Danny Carey (dei Tool), che decidono di suonare tre album dei King Crimson che non solo sono magnifici ma che personalmente adoro “Discipline“, “Beat” e “Three of a Perfect Pair“, lavori stupendi e innovativi, tre fantastici album, che portarono la band dal prog alla fusione di art rock e new wave, degli anni 80. (le mie copie della trilogia in foto)
Si tratta di una reinterpretazione creativa dei tre iconici album durante 65 spettacoli in Nord America, prima di proseguire con una lunga tournée in Messico e Sud America nel 2025. L’album Live è incentrato sullo spettacolo sold-out a Los Angeles, presso The United Theater on Broadway del 10 novembre 2024, spettacolo intitolato Neon Heat Disease - LIVE In Los Angeles.
Questo il comunicato che accompagnava l’annuncio dell'album, di Belew: “Salire sul palco con tre musicisti virtuosi, professionisti di livello mondiale che hanno visto di tutto ma si divertono ancora a suonare questa musica senza tempo e diversa da qualsiasi altra cosa fatta prima o dopo, e il pubblico conosce ogni parola ed è così entusiasta dell'esibizione che l'energia e l'amore che ti trasmettono sono travolgenti. Cosa potrebbe esserci di meglio?”.
Questo il commento di Steve Vai: “Andare in tour con i BEAT si è rivelato molto più di quanto mi aspettassi. Suonare questa musica con Adrian, Tony e Danny è stata una delle mie esperienze preferite in tour, ora siamo al top della forma e abbiamo catturato la magia in ‘Beat Live’”.
E Tony Levin: “La band è fantastica. Sono davvero contento di avere registrazioni di alta qualità di ciò che facciamo dal vivo: l'innovazione incontra il repertorio classico”.
Gli album sono quasi integralmente parte del live, con alcune illustri defezioni: sono presenti tutte le tracce da Discipline eccetto la Title Track, tutte quelle da Beat, ma restano fuori Two Hands, The Howler e Requiem mentre da Three of a Perfect Pair resta fuori No Warning.
Ci sono grandi momenti psichedelici, tappeti di suoni di idecifabile provenienza come in Industry, che chiude il Disco 1 Lato 2 con la sua lunghissima sezione strumentale o i suoni taglienti tipici dell'Electic Prog in tutto il Lato 1 del primo disco, che apre con una serie pazzesca con Neurotica, Neal and Jack and Me e Heartbeat con i ritmi taglienti e le dissonanze di chitarra, su un basso stratosferico.
Fantastica l'apertura del Disco 2 Lato 1, con una interpretazione perfetta di Larks' Tongues in Aspic Part III. Il basso di Levin con la batteria di Carey sono esplosivi e le antrate di Belev e Vai alle chitarre sono semplicemente magistrali. Ipnosi pura anche grazie a un eccelente mixaggio che muove i suoni fra i lati L e R in modo ingegnoso, bello l'uso della Talk Box, non lo sentivo da anni e l'assolo di Vai che fa sognare fino alla chiusura del pezzo col pubblico in delirio.
Waiting Man si apre con un ipnotico tamburellare in un mood totalmente elettronico cesellato a preannunciare il tema che inizia con gli stessi suoni che si moltiplicano e intersecano e duplicano e sovrappongono, entra prima una chitarra e poi l'altra e il clima non cambia, ma crescono gli strumenti di questa intricata matassa di suoni preordinati e sofisticati. Poi arriva la voce e il basso profondo. Arrivano le emozioni della melodia e del cantato quasi folk. Le chitarre con i loro mantra ininterrotti dissonanti e graffianti duettano col basso. Poi la batteria potente nei suoni ma dalla ritmica essenziale e complessa una base straordinariamente articolata. Poi arriva Vai col suo assolo pazzesco. Brano lussurioso che chiude malamente con un taglio quasi netto su questa versione in vinile.
The Sheltering Sky apre il Disco 2 Lato 2 con ritmiche di base elettroacustiche e un assolo di chitarra con dissonanze e melodie disintegrate nei suoni, atmosfera arabeggiante e tesa prima dell’apertura psichedelica del brano. Suoni essenziali. Percussioni elettroniche tracciano un tempo continuo per tutto il brano sul quale chitarre e basso si alternano in assoli fatti di tecnica e gusto, non puro virtuosismo e individualismo, ma al solo beneficio dell'atmosfera. Assolo da urlo di Vai. Pezzo grandioso anche in questa interpretazione live.
Sleepless apre con un’intro di un basso sontuoso di Levin e poi parte con la sua ritmica accattivante, basso sempre mostruoso per tutto il brano. Pezzo che non perde la sua caratteristica di essere trascinante e accattivante insieme, con bellissimo cantato a più voci e chitarre taglienti che dialogano in dissonanza. Carey riesce a mettere complessità anche in una base essenziale, gigantesca per chi ne sa carpire le sfumature. La fase tipicamente rock mette in mostra le chitarre. Levin si diverte a mettere in piedi una ritmica autoconsistente mentre Carey gioca coi tom con una base impetuosa. Stupendo, energia pura.
E come se tutto ciò che ho ascoltato non bastasse a definirlo un capolavoro, ecco Frame by Frame che apre con un’imponente collettiva del Disco 3 Lato 1, un tropudio di chitarra e batteria supertecnici che scavano nella mente con una velocità incredibile, mentre le chitarre eseguendo ritmiche con empi diversi confondono.
Segue il Blues elettronico di Matte Kudasai, lento con splendida voce e chitarre con ruoli diversi, arpeggio blues, arpeggio acustico e svisature elettriche per arricchire un brano eccezionale.
Elephant Talk col suo Funk precipitoso e denso, il riff di chitarra disturbante sul quale Steve Vai ci delizia con bellissimi assoli, splendida l'interpretazione vocale, la sezione ritmica metronomica. Le apparizioni di synth con suoni inusuali, le dissonanze a volte estreme, il tema ipnotico della chitarra che attraversa tutto il brano. Un fantastico viaggio nell'assurdo musicale. Eccellente.
Three of a Perfect Pair con bellissimi voci e cori e Carey che traccia la base dispari e i passaggi dei cambi di tempo in maniera magistrale. C’è spazio per una fase completamente strumentale fatta di suoni di chitarra, per poi tornare all'avvincente tema di base. Bellissima la batteria di Carey con i suoi suoni, ai quali (e meno male) non ha voluto rinunciare.
Il Disco 3 lato 3, l'ultimo di questo splendido lavoro dei BEAT, inizia con un brano monumentale, Indiscipline, che apre travolgente con un fraseggio di Carey e Levin di potenza e tecnica straordinari, pesante e forte e impetuoso Carey, prima della partenza del fraseggio inquietante fra le chitarre su una densa base ritmica. Tensione alle stelle. Poi entra la voce e mentre il basso dà potente il ritmo la batteria si alleggerisce di molto e la chitarra segue con gustosi virtuosismi. Poi il grande caos che caos non è ma sono contemporanei tecnicismi a tema libero… questo momento apre di nuovo alla fase “leggera” in cui la voce è protagonista con una bellissima interpretazione di Belew. L'alternanza ci regala una nuova conclusiva fase di potenza e tecnica insieme.
Thela Hun Ginjeet chiude il disco, con la sua veloce ritmica anni 80, splendidi assoli di chitarra, Carey e Belew che sembrano tracciare una ritmica sudamericana, rock con movenze samba, in questo brano c’è l'ipnotico incessante riff di chitarre in dissonanza, Belew con la voce appassionata. Splendida chiusura.
ArtWork fantastico, tre pannelli e un inserto di 4 pagine con bellissime foto del concerto e di questi grandissimi musicisti, oltre che naturalmente l'ormai noto Elefante in copertina, bellissimo, lo metterò in mostra a lungo.
Un disco completamente live con registrazioni sbalorditive ed esecuzioni perfette, musicisti che eccellono nei rispettivi ruoli con grande attenzione al sound complessivo senza eccedere nel virtuosismo: grandissimo e complesso il lavoro di chitarra e le parti vocali di Adrian Belew, il basso di Tony Levin non ha eguali, neanche dopo questo disco e Steve Vai sfodera il suo stile virtuoso, con la batteria supertecnica di Danny Carey, che porta il suo stile e i suoi suoni TOOL nella band, con grandissima tecnica gusto e precisione, a completare una band stellare.
Energia e intensità si respirano ad ogni interpretazione, una sorta di immersione dei musicisti nei brani, che ha dato vita a grandi performance, in un sound che vede integrate perfettamente le abilità dei singoli in un sound di gruppo.
Un regalo che quattro fra i più grandi musicisti degli ultimi cinquant'anni ci hanno voluto fare, soprattutto a chi ha avuto modo di vederli live.
Un album che si guadagna il titolo di album migliore album live del 2025 e sale fra i primi 5 album dell'anno.
Ne consiglio l'ascolto a tutti, preferibilmente in cuffia e a palla.
Le Tracce
Disco: 1 - Lato 1
1 Neurotica
2 Neal and Jack and Me
3 Heartbeat
4 Sartori in Tangier
Disco: 1- Lato 2
1 Model Man
2 Dig Me
3 Man with an Open Heart
4 Industry
Disco: 2 - Lato 1
1 Larks' Tongues in Aspic Part III
2 Waiting Man
Disco: 2 - Lato 2
1 The Sheltering Sky
2 Sleepless
Disco: 3 - Lato 1
1 Frame by Frame
2 Matte Kudasai
3 Elephant Talk
4 Three of a Perfect Pair
Disco: 3 - Lato 2
1 Indisicipline
2 Thela Hun Ginjeet
Line-Up
Adrian Belew
Tony Levin
Steve Vai
Danny Carey
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