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Diversions Vol. 2: Enter the Astral Plane dei Kanaan album del 2023, Artisti contemporanei che fanno della musica psichedelica la loro cifra stilistica e che lo fanno in modo eccellente.
Voglio iniziare infatti questo post con la citazione del motto dei Kanaan quantomai autoesplicativo: "Nessuna composizione, nessun ego, la psichedelia come religione"
Qesto album contiene un brano Capolavoro della psichedelia, tanto spontaneo quanto strutturato, che invito tutti ad ascoltare, Enter the Astral Plane.Â
Questo album è una raccolta di composizioni e improvvisazioni registrate nel 2021 e mostra un aspetto della band che era emerso nelle esibisioni dal vivo ma non documentato in modo esaustivo, "esplorare diversi stati d'animo e spazi musicali in cui l'improvvisazione collettiva è in primo piano."
Tratto dalla presentazione dell'album sul loro canale di vendita (bandcamp) perche' quando le parole giuste sono state gia' dette, non serve inventarne di nuove:Â
"Liberati dai vincoli delle strutture delle canzoni, l'eminente musicalità e la creatività sconfinata dei Kanaan possono scatenarsi. Questi nuovi brani musicali oscillano tra esplosività ed esuberanza giovanile ("Blitz"), combinate con un approccio più maturo e paziente allo sviluppo delle canzoni ("Enter the Astral Plane").
Citando Cream, Jimi Hendrix all'Atlanta Pop Festival, CAN, The Heads, Hawkwind e Ash Ra Temple come ispirazioni e riferimenti, Kanaan dovrebbe dare un'idea dei suoni che attendono l'ascoltatore. La band afferma questo motto come ethos del proprio genere di space rock: Nessuna composizione – Nessun ego – La psichedelia come religione."
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Ebbene, questo album e' esattamente cosi'. Â
Si puo' fare una track by track su un album di improvvisazioni? Ci provo.
L'album si compone di 4 tracce, due di olre 16 minuti e due di soli 93 secondi e 6 minuti, per una durata totale di circa 41 minuti.
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- Enter the Astral Plane, la prima traccia che occupa quasi tutto l'intero lato A. Un tappeto di sintetizzatori con suoni prevalentemente bassi e sincopati come onde sonore che si infrangono e vengono filtrare, sulla quale si adagia una base di batteria con un groove continuo e denso di sfumature, un basso in sottofondo che disegna un loop continuo e le chitarre che emettono suoni lunghissimi e intensi. Diverse le fasi di crescita che si susseguono con sempre maggiore enfasi e ricchezza nei suoni che si fanno sempre piu' articolati e complessi, che crescono anche in volume, che tornano ad atmosfere piu' soffuse, con il solo grandissimo groove di batteria e basso, che diventano presto protagonisti e fanno da base a incursioni di chitatta e synth che su quella base lanciano accenti, urlano consonanti, graffiano con suoni acuti, gemiti di balenottere. Il fnale e' martellante, Batteria che spacca, basso che scava il tempo, un fatastico caos corale e psichedelico, la chitarra che impazzisce dietro alla base ritmica roboante e scolpita del ferro senza pero' perdere neanche per un istante il tema del groove, il tempo portante, la struttura, ma che piuttosto la struttura la sfida e la distrugge tenendola in vita. Un brano che dura soltanto 16 minuti purtroppo, ma potrebbe durare all'infinito senza mai annoiare. Capolavoro. Â
- Aura, la piu' breve che coi suoi circa 90 secondi chiude il Lato A, un loop di synt con intensita' crescente, con un tappeto di suoni che si alternato in rilievo con grandissimo gusto. 90 magici secondi.Â
- Blitz, sei minuti di suoni quasi completamente destrutturati, batteria basso e chitarra sembrano andare per direzioni diverse, li unisce soltanto la stessa velocita', ma sono completamente in dissonanza armonica per tutti i primi minuti del brano, che lentamente, come un PLL sincronizza i flussi in ingresso sullo stesso clock, tentano di allinearsi su una frequenza simile, con grande difficolta', con grande lentezza fino a riuscirci quando il tempo si fa piu' lento. La chitarra sembra un violino scordato con un uaua attaccato. Il chitarrista ha deciso di far impazzire gli altri, che pero' non impazziscono e vanno dritti per la propria strada e se ne fregano. Il basso distorto sale in cattedra e mette tutti a tacere. La batteria ci prova ad entrare ma vince lui, Il basso. Anche la chitarra rinucia. E si riparte, alla ricerca del groove senza senso che rende tanto spendido questo pezzo. Sei minuti di genio e follia. Grandioso.
- Rough Air la traccia di chiusura. Tappeto di Synth e vento di piatti. I suoni sono snocciolati senza logica ma con grande gusto. Il chitarrista comincia un mood melodico, ma la batteria gli rompe il ritmo e ci mette sotto un tempo incalzante, dritto, preciso. Allora tutti ci giocano sopra (belle le jam!!!) uno ad uno. Il basso si riposa al momento con una base drittissima senza variazioni. I Synth metono in piedi un giro gia' sentito che ci sta benissimo pero'. La chitarra parte con un lunghissimo assolo, planate di atronavi, onde che si riflettono, variazioni di gravita' e peso della atmosfera. Una specie di trappola nella quale ormai siamo caduti e possiamo solo farci trasportare inermi. Le tastiere mandano un giro di loop in leggero controtempo, ma ci sta bene, anche un orologio rotto una volta al giorno segna l'ora giusta. Incalza e spinge e strapazza. Fantastico.
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Bellissimo l'ArtWork, assolutamente psichedelico di cui ho pubblicato tutte le foto.Â
Sezione ritmica semplicemente fantasticaÂ
Considero questo album un Capolavoro della psichedelia.Â
Assolutamente consigliato!
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I Brani
1. Enter the Astral Plane (16:51)
2. Aura (1:33)
3. Blitz (6:19)
4. Rough Air (16:22)
Durata 41:05
La Formazione
- Ask Vatn Strøm - chitarre
- Eskild Myrvoll - basso e synth
- Ingvald André Vassbø - batteria e organo.
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