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Qualcosa ca nu' mmore dei Napoli Centrale

08-10-2026 08:00

FrancescoProg

Rock Progressivo Italiano, Jazz-Rock Fusion, ESSENZIALE, napoli-centrale,

Qualcosa ca nu' mmore dei Napoli Centrale

“Qualcosa ca nu’ mmore” è il terzo album dei Napoli Centrale, band jazz-rock/fusion italiana.  Questo disco segna la fine della loro prima fase...

Qualcosa ca nu' mmore dei Napoli Centrale, album del 1978.

 

“Qualcosa ca nu’ mmore” è il terzo album dei Napoli Centrale, band jazz-rock/fusion italiana.  Questo disco segna la fine della loro prima fase. 

 

Guidati dal sassofonista e cantante James Senese e dal batterista e paroliere Franco Del Prete, i Napoli Centrale si sono spostati verso un suono più aspro e sperimentale, più vicino al jazz classico, rispetto ai loro primi due album. 

E’ l’ultimo album della trilogia iniziale della band, che è iniziata con il loro primo album omonimo nel 1975 e continuata con “Mattanza” nel 1976, chiudendo l’era d’oro del Neapolitan Power.

 

Questo album segna un gande cambio di rotta rispetto ai lavori precedenti, lasciandosi alle spalle il progressive rock degli esordi. I Napoli Centrale con questo disco si lanciano in territori più sperimentali, viscerali e vicini al jazz classico e d’avanguardia. Le atmosfere diventano più aspre, stridenti e meno immediate, puntando su lunghe improvvisazioni strumentali e una tensione ritmica palpabile.

 

Della formazione originale rimangono James Senese e Franco Del Prete. Alle tastiere si aggiungono Pippo Guarnera e Ciro Ciscognetti.  Ma la vera novità del disco è il bassista: nei crediti della prima stampa in vinile compare il nome d’arte Ngtù Mabutu (o Ngtù Mabula).  Sotto questo pseudonimo si celava un giovanissimo e ancora sconosciuto Pino Daniele.  Il futuro cantautore aveva suonato il basso nel tour del gruppo ed era entrato in studio per dare il suo contributo prima di lanciarsi nella sua leggendaria carriera solista.  Probabilmente lo pseudonimo serviva a evitare problemi di esclusiva contrattuale, visto che Pino Daniele aveva già firmato con la EMI.

 

Le tracce, scritte soprattutto da Franco Del Prete (con qualche contributo anche da Senese), sono piene di quella carica sociale, di riscatto e di denuncia che caratterizza il gruppo.  Cantate rigorosamente in napoletano, raccontano la rabbia, il disagio della città e la vita difficile delle classi popolari del Sud, mescolando la musica afroamericana con il folklore e la realtà napoletana.

 

Eccole

“’O Nemico Mio” (Il mio nemico) affronta le ingiustizie sociali e le avversità sistemiche del periodo.

“A’ Gente ‘e Nuie” (La nostra gente) è un ritratto o un omaggio alle classi popolari e ai lavoratori del Sud.

La title track, “Qualcosa ca nu’ mmore” (Qualcosa che non muore), simboleggia l’anima e la cultura eterna del popolo.

“’O Specchio Addo’ Me Guardo” (Lo specchio dove mi guardo) offre una riflessione intima e introspettiva sulla propria identità.

“Zitte crudele ‘e rrobbe” (Zitti, cose crudeli o Silenziose cose crudeli) è un urlo di ribellione contro le sofferenze e le asprezze della vita urbana.

 “Nun Song Na Vacca” (Non sono una mucca) usa una forte metafora per opporsi allo sfruttamento lavorativo e all’essere trattati come bestiame.

 

“Qualcosa ca nu’ mmore” non è un disco immediato ma di grande valore artistico.

 

Il brano che dà il titolo all’album, “Qualcosa ca nu’ mmore”, è un vero e proprio capolavoro e una delle canzoni più intense di tutta la carriera di James Senese e della band. È un mix perfetto tra la bravura tecnica strumentale tipica della fusion e i testi che parlano del disagio della gente del Sud. In questa canzone, il sax di James Senese non è più solo uno strumento di accompagnamento, ma diventa una seconda voce malinconica, graffiante e inconfondibile, che guida la melodia e l’espressione di tutto il brano, catturando l’essenza del Neapolitan Power.

 

Altre grandi tracce a mio avviso sono:

“’O Nemico Mio”, che apre l’album, un pezzo monumentale di oltre 8 minuti. È un brano aspro e potente, pieno di improvvisazioni jazz-fusion d’avanguardia che fanno subito capire la direzione che la band ha preso in questo periodo.

“’O Specchio Addo’ Me Guardo” è un’altra traccia fondamentale dell’album (anche questa di circa 8 minuti e mezzo).  Qui si sente il cambiamento più radicale del gruppo verso il jazz classico, mettendo da parte le ritmiche funky e i vecchi pezzi di rock progressivo per una musica più destrutturata.

“Nun Song Na Vacca”, che chiude l’album, rispetto alle altre tracce più complesse, ha una struttura più semplice, coesa, ritmicamente coinvolgente e un po’ più vicina ai primi due album di successo della band.

 

Io ho la versione Sony Music – 1943854811, una ristampa ufficiale del 2021, eccellente soprattutto per la qualità tecnica.  Il suono è pulitissimo e dinamico e la tracklist è rimasta uguale all’opera del ’77.

 

Questo LP è il disco più audace, maturo e coraggioso dei Napoli Centrale.  Moltissima sperimentazione e un mix perfetto tra la tradizione napoletana più viscerale e la complessità del jazz classico e della fusion americana.  Proprio per questa sua complessità, non ha avuto lo stesso successo commerciale dei dischi precedenti. Le lunghe suite strumentali e i suoni un po’ aspri e stridenti lo hanno reso meno adatto alle radio dell’epoca.

 

Comunque, la sua importanza storica è enorme. È un disco fondamentale del Neapolitan Power, che cattura il momento preciso in cui Pino Daniele assorbe l’influenza ritmica e sociale di James Senese e Franco Del Prete prima di iniziare la sua carriera solista.  

 

Non è un album facile ma è un capolavoro di art rock e jazz-rock d’avanguardia.  Un ascolto obbligato per chi vuole capire come è cambiata la musica d’autore e la fusion in Italia alla fine degli anni ’70. Secondo me il disco più bello di tutta la loro discografia.

 

La Mia Versione:

Etichetta: Sony Music – 1943854811
Formato: Vinile, LP, Album, Record Store Day, Limited Edition, Numbered, Special Edition, Red
Paese: Europe
Uscita: 12 giu 2021

 

Tracklist

A1        O Nemico Mio    8:42
A2        O Specchio Addo' Me Guardo    8:30
A3        Qualcosa Ca Nu' Mmore    4:34
B1        A Musica Mia Che R'e'    5:58
B2        'A Musica Si Tu    6:06
B3        Nun Song Na Vacca    4:17

 

Lineup

Bass [Bass Fender], Effects [MXR90] – Ngtù Mabutu (tracce: A1)
Cover – Antonio De Pascale
Drums, Percussion [Barattolo] – Franco Del Prete (2)
Effects [Echo Roland], Soprano Saxophone, Tenor Saxophone, Woodwind [Woodwinds], Vocals – James Senese
Percussion – Alfonso Adinolfi
Piano [Acoustic Piano], Electric Organ [Hammond C/3] – Pippo Guarnera

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