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Non Solo Prog: Blues Obituary dei Groundhogs

03-10-2026 08:00

FrancescoProg

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Non Solo Prog: Blues Obituary dei Groundhogs

Dopo il primo album, Scratching the Surface del ’68, Steve Rye, l’armonicista, ha lasciato il gruppo.  Così, i Groundhogs sono diventati un power trio ...

Non Solo Prog: Blues Obituary dei Groundhogs, album del 1969

 

Blues Obituary dei Groundhogs è il secondo disco in studio di questa straordinaria band blues-rock inglese. 

 

Dopo il primo album, Scratching the Surface del ’68, Steve Rye, l’armonicista, ha lasciato il gruppo.  Così, i Groundhogs sono diventati un power trio con Tony McPhee alla chitarra e alla voce, Pete Cruickshank al basso e Ken Pustelnik alla batteria. 

Tony McPhee, il frontman, si era reso conto che il pubblico europeo stava iniziando a stancarsi del blues classico.  Ecco perché ha scelto un titolo così forte per l’album: Blues Obituary, un vero e proprio “Necrologio del blues”.  

 

Con questo titolo, voleva dire che era ora di dire addio al vecchio blues e di sperimentare nuove sonorità, più pesanti e ipnotiche, vicine al proto-heavy rock e al rock psichedelico.

 

Questo album segna il distacco dei Groundhogs dal blues più ortodosso, abbracciando a braccia aperte il proto-heavy metal, il blues-rock pesante e il rock psichedelico.  I brani sono volutamente destrutturati, abbandonando la classica forma a 12 battute a favore di riff di chitarra ossessivi, cupi e distorti. La chitarra di Tony McPhee si spinge ai limiti della sperimentazione, giocando con feedback, distorsioni estreme e un uso innovativo del wah-wah, il tutto sorretto da una sezione ritmica potente e precisa che anticipa le sonorità dei Black Sabbath e del progressive rock più grezzo.

 

Tra i brani più importanti del disco spicca “B.D.D. (Blind Deaf Dumb)”, costruita su un riff energico e memorabile che la rende la traccia più accessibile del disco, tanto da essere pubblicata come singolo.  Inaspettatamente, raggiunse il primo posto in classifica in Libano, un successo incredibile. “Mistreated”, invece, è un pezzo lento e viscerale, dominato da una chitarra solista acida e tagliente che si snoda in un’atmosfera carica di tensione e drammaticità. “Express Man” presenta un ritmo incalzante e sincopato, che mette in luce la straordinaria intesa tecnica tra la batteria di Pustelnik e il basso di Cruickshank.

 

 “Light Was the Day” è uno dei pezzi più belli e il più particolare.  Questo pezzo strumentale è ispirato stilisticamente al leggendario bluesman Blind Willie Johnson. La chitarra slide di McPhee domina la scena con una magistrale esecuzione, ricca di delay ed eco, che crea un’atmosfera spettrale, ipnotica e quasi ultraterrena.  “Light Was the Day” rompe completamente gli schemi del blues tradizionale, trasformandosi in una suite d’avanguardia psichedelica che proietta la band verso la maturità artistica che esploderà nei dischi successivi.

 

La copertina, con un’illustrazione dai tratti oscuri e surreali, raffigura i tre membri dei Groundhogs travestiti da becchini. Sono intenti a portare una bara, simbolo del genere blues, davanti a un castello spettrale. L’immagine trasmette un messaggio semplice ma potente: il “seppellimento del blues”.

 

L’album originale del 1969 conteneva sette tracce. La mia bellissima ristampa FIRELP506 arricchisce il lato B con due tracce bonus: la versione Mono mix di B.D.D. e il brano Gasoline, che era il lato B del singolo originale. Il vinile è stato rimasterizzato completamente dai nastri analogici originali, offrendo un palcoscenico sonoro più ampio, pulito e definito rispetto al mix originale. Inoltre, la ristampa corregge definitivamente tutti i vecchi refusi grafici e i minutaggi presenti sulle etichette centrali del vinile.

 

Blues Obituary, disco di transizione fondamentale e classico di culto del proto-heavy rock di fine anni ’60, testimonia l’evoluzione del rock britannico nel 1969.  Grande il coraggio di Tony McPhee nell’abbracciare un sound saturo, cupo e pionieristico. La sezione ritmica, una macchina da guerra primitiva ma efficacissima, e le sperimentazioni alla chitarra solista sono tra le migliori dell’underground dell’epoca.

 

Pur non avendo raggiunto il successo commerciale, “Blues Obituary” resta una pietra miliare nascosta. È un ascolto obbligato per chi vuole comprendere il passaggio cruciale dal blues-rock più acido alla nascita dell’hard rock pesante e primordiale. 

Un disco assolutamente consigliato, soprattutto in questa versione. Eccellente!

 

La Mia Versione

Etichetta: Fire Records – FIRELP506
Formato: Vinile, LP, Album, Reissue, Repress, Gold
Uscita: 2024
Genere: Rock, Blues

 

Tracklst

A1        B.D.D.
A2        Daze Of The Week
A3        Times
A4        Mistreated
B1        Express Man
B2        Natchez Burning
B3        Light Was The Day
B4        B.D.D. (Mono)
B5        Gasoline

 

Lineup

Tony "T.S." McPhee: Voce, chitarra
Pete Cruikshank: Basso
Ken Pustelnik: Batteria

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