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Si tratta di una band italiana di giovani artisti con un grande talento, attiva nel progressive rock italiano (e secondo me spendibile anche a livello internazionale), composta da 4 elementi che suonano come un’orchestra, dotati di grande precisione e gusto. Riescono a fondere il progressive rock con influenze classiche, un rock sinfonico di base, con elegantissime atmosfere, a volte jazzate e a volte incastonate come mini-strutture con la forma pura di canzone in brani molto complessi, densi di variazioni, altra parola chiave per definire questa band, che arrivano a sorpresa ma che non lasciano interdetti, piuttosto stupiscono e tutto questo lo fanno con grande maestria.
Il disco si compone di 6 brani, una breve traccia introduttiva, due brani intorno ai 6 minuti, tre brani che vanno dai 9 agli oltre 13 minuti.
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L'ArtWork è tutto "pizzi e merletti", classico ma non barocco, con un elegante "carta da parati" con fregi floreali; questa band fa bene a presentarsi così, li rappresenta a dovere, col loro stile ricco di dettagli e (lo ripeto ancora), ricco di variazioni sul tema che sono la loro caratteristica a mio avviso. Non facile, non scontato. Un album che mi ha dato una sensazione di consapevolezza in chi lo ha eseguito. I Wilson Project senza parlare hanno chiaramente affermato la loro presenza in questo meraviglioso mondo della musica e del Progressive Rock e secondo me ci stanno alla grande.
Li seguirò sicuramente nei prossimi lavori e mi andrò ad ascoltare il precedente album di esordio. Come sarà? Ho voglia di scoprirlo.
Consigliatissimo!
La Mia Versione
Etichetta: Ma.Ra.Cash Records – MRC140
Formato: CD, Album, Digisleeve
Paese: Italy
Uscita: 14 mar 2025
I Brani
1. Ouverture (2:52)
2. Taiji (9:47)
3. Bolshoi (6:04)
4. Ragnarok (12:50)
5. Nihonga (5:49)
6. Duat (13:43)
Durata 50:05
La Formazione
- Stefano Rapetti - basso, voce
- Annalisa Ghiazza - voce, aerofono
- Andrea Protopapa - tastiere, voce
- Mattia Pastorino - batteria, voce
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