
Syn degli Zenon, album del 2026.
Syn, il terzo album in studio del polistrumentista norvegese Filip Zenon Ramberg, meglio conosciuto come Zenon, è uscito ufficialmente il 4 settembre 2026 per l’etichetta Sekvens.
Zenon è un progetto poco conosciuto in Italia e che meriterebbe maggiore attenzione. Ne ho parlato lungamente in occasione della recensione del loro secondo album Arven, del 2023, dopo averli conosciuti documentandomi sulle band di Prog Scandinavo, che io chiamo Northern Prog, un sotto-genere a parte secondo me, e di cui sono un grande appassionato.
Il titolo, “Syn”, che in norvegese significa “visione” o “vista”, riflette il percorso di ricerca personale, spirituale e meditativo dell’artista.
Il disco è stato registrato da un nucleo affiatato:
Filip Zenon Ramberg è il centro di questo progetto, un polistrumentista che si occupa di chitarre elettriche e acustiche in accordature aperte, batteria, pianoforte e sintetizzatori, oltre ad essere l’autore principale delle musiche. Zenon è il suo progetto solista, una creatura artistica che ha plasmato con la sua passione per il rock psichedelico, il folk e il jazz degli anni ’60 e ’70.
Martin van Houtum, invece, è il bassista del gruppo. Nei primi album ha avuto un ruolo chiave anche dietro le quinte, lavorando come ingegnere del suono e produttore. Oltre a questo, suona e produce per la band indie/rock norvegese The New Magic.
Michelle Uller è la voce solista, la cui voce eterea contribuisce in modo fondamentale al sound onirico dell’album.
Rispetto ai dischi precedenti, la band ha mantenuto la stessa formazione del secondo album, “Arven” (2023). C’è però una differenza rispetto al debutto, “Passasje” (2021), dove Michelle Uller non era ancora presente e il disco era principalmente strumentale, con il sassofonista Espen Songstad in primo piano.
La vera novità di “Syn” è la produzione, che per la prima volta è stata affidata a Per Christian Berg presso gli Audioskop Studio. L’album non vede la partecipazione di ospiti o musicisti esterni. La band ha preferito un approccio più intimo e essenziale, con tutti gli strumenti aggiuntivi (tastiere, pianoforte e percussioni) suonati direttamente dal leader Filip Zenon Ramberg.
L’album si basa sull’idea di “visione”, sia come percezione dei sensi che come esperienza spirituale e interiore. È pensato come un viaggio meditativo e onirico, un’evasione dalla vita di tutti i giorni.
Ispirato dai paesaggi norvegesi, l’album usa la natura come metafora degli stati d’animo. L’ambiente naturale riflette l’anima, aiutandola a trovare la propria “visione”.
Le accordature aperte della chitarra di Filip e la voce eterea di Michelle creano un’atmosfera sospesa e psichedelica, trasportando l’ascoltatore in questa “visione”.
Cantato interamente in norvegese, l’album rappresenta la scelta artistica fondamentale per il progetto Zenon. La musicalità e i timbri unici della lingua si fondono armoniosamente con le atmosfere folk e psichedeliche del disco, contribuendo a creare quell’estetica onirica, intima e profondamente legata ai paesaggi nordici che caratterizza l’intero lavoro.
Ho trovato particolarmente significativo il ringraziamento speciale ad Håkon Oftung nelle note dell’album, dato il suo ruolo chiave nella dimensione live e nello sviluppo sonoro degli Zenon. Håkon Oftung, musicista polistrumentista norvegese noto nel panorama progressive rock (soprattutto come frontman dei Jordsjø, band che seguo moltissimo su Progressive Rock World), è stato definito da Filip Zenon Ramberg un “chitarrista eccezionale”, e sono assolutamente d’accordo. A partire dai primi live del progetto tra il 2024 e il 2025, Oftung è entrato a far parte stabilmente della line-up degli Zenon. La sua presenza sul palco ha permesso di portare sul palco le complesse e stratificate trame psichedeliche e progressive create in studio per l’album Syn.
Entrambi i musicisti condividono una profonda passione per le sonorità rock-folk nordiche e vintage degli anni ’70. Il contributo e l’esperienza di Oftung sono stati un valore aggiunto fondamentale per plasmare e dare vita all’universo sonoro ed estetico del disco.
E' meraviglioso come la Norvegia sia il luogo in cui arte e amicizia si intrecciano, in cui artisti si supportano reciprocamente e si influenzano, dando vita ad un filone del progressive rock che attinge dalla tradizione del folk norvegese e la evolve in una moltitudine di direzioni, senza tralasciare l'eredità (storica ormai) di band prog scandinave che hanno rivitalizzato il prog dagli anni novanta in poi.
Ecco la tracklist completa con i titoli originali in norvegese e la loro traduzione:
1. La meg bli (Lasciami stare / Lasciami essere)
2. Skyggen (L'ombra) – che è stato anche il singolo di lancio
3. Så et bilde (Ho visto un'immagine)
4. I dans med sol og måne (In danza con il sole e la luna)
5. Det eldste språket (La lingua più antica)
6. Minne fra en drøm (Ricordo di un sogno)
Syn crea musica che fonde la psichedelia degli anni ’60 e ’70 con la canzone d’autore scandinava contemporanea, un mix di Pop d’autore, Indie, Folk e Psychedelic Rock. La batteria, dal tocco jazz, e le linee di basso melodiche si sposano alla perfezione con la voce eterea che fluttua sui sintetizzatori analogici.
I brani sono pensati per essere ascoltati come un flusso continuo, le tracce si fondono l’una nell’altra, invitando a un ascolto rilassato e meditativo. Filip Zenon Ramberg suona chitarre elettriche e acustiche creando accordi ampi e risonanti, tipici del folk psichedelico.
Le percussioni e la batteria non si limitano a segnare il tempo, ma interagiscono con il basso solido e melodico di Martin van Houtum in modo quasi jazzistico. La voce di Michelle Uller è eterea e si concentra sulle sfumature, fluttua sopra i sintetizzatori e il pianoforte, diventando un vero e proprio strumento musicale.
Syn è un album che riesce a racchiudere in soli 30 minuti un’esperienza sonora cinematografica e coinvolgente. I brani che ho preferito sono quelli al centro dell’album, due brani ipnotici che ne rappresentano i veri punti di forza. “Så et bilde”, il pezzo più lungo e ambizioso con i suoi oltre sette minuti, e “I dans med sol og måne”. Sono i momenti in cui la band si abbandona completamente al suo sound psychedelic-rock progressivo, alternando improvvisazioni jazz a tempi lenti e dilatati.
“Skyggen” (L’ombra), seconda traccia del disco, è l’elemento più oscuro e intenso. Scelta come singolo proprio per la sua capacità di fondere il folk delle chitarre acustiche con i bassi avvolgenti di Martin van Houtum.
E “Minne fra en drøm” (“Ricordo di un sogno”), è il pezzo che chiude perfettamente il concetto di “visione interiore”. Atmosfere ambient e i sintetizzatori vintage suonati da Filip creano una sensazione di sospensione onirica, lasciando l’ascoltatore con un senso di pace e riflessione.
Un grande punto di forza è la produzione di Per Christian Berg. Pur mantenendo l’approccio analogico e vintage, ha donato una tridimensionalità sonora, soprattutto nell’intreccio tra percussioni jazz ed elettronica leggera, che valorizza ogni singola sfumatura della musica.
Il risultato è un sound intimo, minimale ma profondo, estremamente raffinato, influenzato dal progressive folk nordico. Album eccellente!
La Mia versione
Etichetta: Sekvens
Numero di catalogo: SKV003
Data di uscita: 04.09.2026
Paese: Norvegia
Ho comprato questo disco da Tiger Records, un negozio storico per la musica indipendente a Oslo. Sul loro catalogo online è possibile trovare sia Syn che le ristampe dei dischi precedenti della band (Arven e Passasje). Il disco è disponibile anche su tutte le piattaforme digitali e di streaming, come Amazon Music e Spotify.
Streaming e Digitale: Ascoltabile interamente su Spotify e acquistabile in digitale su Amazon Music e Bandcamp.
Tracklist
La meg bli
Skyggen
Så et bilde
I dans med sol og måne
Det eldste språket
Minne fra en drøm
Lineup
Filip Zenon Ramberg: Guitars, drums, pianos and synthesizers
Michelle Uller: Vocals
Martin van Houtum: Bass
Produced by Per Christian Berg











