
Kartehl dei Magma, album del 2022.
Tra questo disco e il precedente, Zëss del 2019, ci sono stati cambiamenti importanti nella formazione e nello stile dei Magma.
Uno dei cambiamenti più grossi riguarda il basso elettrico, lo strumento simbolo dello Zeuhl. Per anni il bassista fisso è stato Philippe Bussonnet, ma in Kãrtëhl arriva Jimmy Top, figlio di Jannick Top, il leggendario bassista che negli anni ’70 ha creato il suono potente e inconfondibile dei Magma.
Al posto del tastierista Bruno Ruder, la band ha inserito due grandi nomi del jazz e della fusion francese: Thierry Eliez e Simon Goubert. Questo cambio ha dato una svolta al modo di lavorare. Vander ha chiesto loro di comporre, e i due hanno scritto brani complessi ma pieni di luce.
Infine, la sezione dei cori è passata da una struttura tradizionale a un gruppo di sei cantanti stabili (Stella, Isabelle, Hervé, Sylvie, Caroline, Laura). L’arrivo di nuove voci femminili ha permesso di creare armonie più ricche e ariose, con un tocco gospel e soul.
La formazione vede una line-up colossale di 11 musicisti (più un ospite storico). Nata ufficialmente nel 2020, questa configurazione ha rappresentato una vera e propria rivoluzione interna, con l’ingresso di volti nuovi che hanno portato una ventata di freschezza dopo decenni di continuità.
Christian Vander: Batteria, voce solista, pianoforte.
Stella Vander ci regala la sua voce, cori e chime, mentre Hervé Aknin si unisce a lei ai cori. Isabelle Feuillebois, Sylvie Fisichella, Caroline Indjein e Laura Guarrato completano il gruppo vocale. Rudy Blas ci fa sognare con la sua chitarra, e Thierry Eliez e Simon Goubert ci incantano con le loro doti al pianoforte, Fender Rhodes e tastiere. Jimmy Top tiene il ritmo al basso, e come ospite speciale, abbiamo l’onore di ascoltare René Garber, storico collaboratore degli esordi della band, che ci delizia con la sua voce e il suo piano, un ricordo prezioso prima della sua scomparsa.
Kãrtëhl è nato in un periodo particolare, durante la pandemia di COVID-19. Tra il 2020 e il 2021, con le restrizioni e più di un anno e mezzo senza concerti, i Magma hanno deciso di usare questo tempo per fare musica nuova in studio. Per anni si era vociferato che la band si sarebbe sciolta dopo l’uscita di Zëss, album epico e apocalittico uscito nel 2019. Kãrtëhl è arrivato a sorpresa proprio per smentire questa previsione.
A differenza dei dischi precedenti, quasi tutti scritti da Vander, questo è nato da un grande lavoro di squadra. Nel 2020, la band ha cambiato formazione e ai nuovi musicisti è stato chiesto di scrivere canzoni, cosa che non succedeva da tantissimo tempo. Se Zëss parlava di un futuro buio e della fine del mito di Kobaïa, Kãrtëhl è un album pieno di luce, solare e ottimista. Le sonorità sono più vicine al jazz-rock e al soul-zeuhl, più rilassate e “umane”.
I guadagni ottenuti con il brano Dëhndë sono stati devoluti alla fondazione francese La Fondation Initiative Autisme, che aiuta le persone con autismo. Nella versione CD e doppio LP, oltre alle 6 canzoni inedite della nuova band, ci sono due tracce bonus d’archivio registrate a casa di Vander nel 1978.
I Magma, famosi per la loro saga fantascientifica su Kobaïa e la fine della Terra, che si concludeva con il cupo Zëss (2019), con Kãrtëhl cambiano completamente rotta: musicalmente e concettualmente, lasciano alle spalle le marce marziali e le atmosfere cupe per abbracciare un mondo solare, sereno e spirituale. Invece di alieni e apocalissi, questo disco esplora sentimenti umani come la gioia, l’armonia e la celebrazione della vita.
Anche il cantato di questo album è interamente in kobaiano (Kobaïan), la lingua artificiale creata dal leader della band Christian Vander. Nonostante il cambio di atmosfera e l’avvicinamento al jazz-funk e al soul, i Magma hanno mantenuto la loro caratteristica distintiva. Tuttavia, l’uso del kobaiano in questo album presenta delle peculiarità.
Innanzitutto, il kobaiano è più “umano” e morbido. In passato, veniva cantato con toni marziali, urla, falsetti estremi e un’enfasi quasi militare. In Kãrtëhl, i testi fonetici sono adattati a melodie fluide e armonie soul, rendendo il suono della lingua molto più dolce, accessibile e simile alle sonorità terrestri. La cura e la trascrizione dei testi è stata affidata a Maud Birk, indicata ironicamente come “Scribe kobaïen”.
Brani come Hakëhn Deïs (cantata da Vander stesso) e Dëhndë dimostrano come la fonetica dura del kobaiano possa trasformarsi in un perfetto tappeto ritmico per pezzi solari, accattivanti e ricchi di groove.
Lo stile musicale di Kãrtëhl si discosta dalle atmosfere drammatiche e opprimenti tipiche del Zeuhl tradizionale, offrendo un suono decisamente più morbido, solare, melodico e accessibile. Pur mantenendo l’inconfondibile identità dei Magma, l’album si caratterizza per una forte contaminazione black e jazz.
Una delle novità più interessanti è l’influenza di soul, rhythm and blues e jazz-funk. Il groove diventa più ballabile e rilassato, lontano dalle rigide e celebri marce militari di capolavori come Mëkanïk Dëstruktïw Kommandöh.
Il tappeto sonoro è dominato da caldi pianoforti elettrici e sintetizzatori, curati da Simon Goubert e Thierry Eliez, che conferiscono al disco un’estetica tipica del jazz-rock e della fusion degli anni ’70.
La sezione vocale, composta da ben sei cantanti, abbandona i canti rituali apocalittici per intrecci polifonici complessi ma luminosi. Le linee vocali in lingua Kobaïen trasmettono gioia, serenità ed entusiasmo.
Christian Vander, alla batteria, adotta uno stile meno furioso e monumentale, votato al servizio della melodia con un approccio raffinato, dinamico e jazzistico.
Infine, i brani si sviluppano attraverso minutaggi più contenuti (tra i 4 e i 9 minuti) e strutture più lineari, accantonando temporaneamente le mastodontiche suite da 30 o 40 minuti tipiche della band.
Kãrtëhl è una delle sorprese più inaspettate nella lunga storia dei Magma, un trionfo di longevità artistica di una band, attiva da oltre 50 anni, capace di reinventarsi senza mai tradire la propria identità.
L’album ha portato una ventata di aria fresca grazie all’innesto di nuovi musicisti e questo ha rotto la prevedibilità degli ultimi lavori, arricchendo gli arrangiamenti con note sofisticate e un groove trascinante dando a Kãrtëhl un’accessibilità che mancava da tempo. Le tracce più brevi e melodiche rendono quello che è il loro ultimo disco, paradossalmente, il disco ideale per chi si avvicina per la prima volta alla musica dei Magma, senza lo scoglio delle monumentali suite del passato.
Chi si aspetta lo Zeuhl più intransigente, marziale e apocalittico troverà il disco troppo morbido e commerciale rispetto agli standard elevatissimi del gruppo, ma si tratta di un disco che è volutamente vitale e luminoso, rendendolo sorprendentemente moderno. Non è il loro capolavoro assoluto, ma è senza dubbio il loro lavoro più godibile e solare da quarant’anni a questa parte. Eccellente!
La Mia Versione
Etichetta: Seventh Records – MOVLP3247, Music On Vinyl – MOVLP3247
Formato: Vinile, LP, 180 g, Vinile, LP, Single Sided, Etched, 180 g
Paese: Europe
Uscita: 7 ott 2022
Tracklist
A1 Hakëhn Deïs 7:12
A2 Do Rïn Ïlï Üss 4:38
A3 Irena Balladina 5:11
B1 Ẁalomëhnd⁄ëm Ẁarreï 7:36
B2 Ẁiï Mëlëhn Tü 8:54
C1 Dëhndë 6:55
Tracce Bonus
C2 Hakëhn Deïs (1978) 6:11
C3 Dëhndë (1978) 6:38
Lineup
Strumentisti
Christian Vander: Batteria, voce solista, tamburello
Jimmy Top: Basso
Rudy Blas: Chitarra
Thierry Eliez: Pianoforte, Fender Rhodes, tastiere
Simon Goubert: Pianoforte, Fender Rhodes, tastiere
Cantanti (Sezione Vocale)
Stella Vander: Voce solista, cori, campane
Hervé Aknin: Voce solista, cori
Isabelle Feuillebois: Cori
Sylvie Fisichella: Cori
Caroline Indjein: Cori
Laura Guarrato: Cori
Nota: Nei brani bonus registrati originariamente come demo nel 1978 e inclusi nell'album, compare anche lo storico collaboratore René Garber alla voce e al pianoforte












